Il Governatore accolse il barone La Cappa con tutta la urbanità d'un gentiluomo per un altro; ma quando il padre di Candida ebbe finito di esporre le ragioni della sua venuta, S. E. rispose tentennando il capo:
— Duolmi, caro barone, non potervi accontentare; ma vi sono delle circostanze, da voi probabilmente ignorate, le quali me lo impediscono.
Prese sopra la scrivania un foglio di carta e lo porse al barone.
— Ecco qui un rapporto su questo proposito di quell'agente medesimo di cui voi mi denunziaste lo zelo come eccessivo. Datevi la pena di scorrerlo cogli occhi un momento, e vedrete come stieno diversamente le cose da quello che voi credete.
Mentre il barone stava esaminando il rapporto di Barnaba, il Governatore veniva via esprimendone per sommi capi le risultanze e le conclusioni.
— Voi vedete! Quel cotal Benda ha osato venirne a vie di fatto contro il figliuolo del marchese di Baldissero nel palazzo dell'Accademia Filarmonica, mentre era onorato dalla presenza di S. M. È un crimenlese che da solo richiede l'arresto, il processo e la condanna. Non basta! Quell'avvocatuzzo sfida a duello il marchese di Baldissero figlio, e questa mattina s'incontrano presso il camposanto affine di battersi. S. M. si è degnata di pubblicare un codice penale dove c'è un articolo — non so quale — che parla chiaro a questo riguardo. Reato positivo previsto dalla legge. Nella perquisizione che ha luogo in casa dei Benda, che cosa succede? Quell'altro, che è evidentemente un complice, l'avvocato Selva, cerca scappare portando seco i libri i più sovversivi e rivoluzionari che sieno al mondo posseduti dal Benda, ed un manoscritto che riesce a distrurre, ma cui perciò questo fatto medesimo denunzia come criminoso all'estremo. Così stando le cose, era un assoluto dovere il procedere all'arresto anche del Selva. Io avrei approvato che si fosse fatto il medesimo eziandio per quel signore cui mi venite a raccomandare, il dottor Quercia. Il suo contegno in quelle circostanze fu tale da fortemente indiziarlo per partecipe alle mene di quegli altri malintenzionati; e secondo il rapporto di Barnaba, egli sarebbe concorso efficacemente a render possibile a Selva la distruzione di quella carta, il cui possesso ci avrebbe forse svelato il segreto di quei cospiratori....
— Cospiratori! Esclamò il barone La Cappa sussultando. Che? Voi credete che quei giovani...
— Cospirano contro il legittimo governo di S. M., ne sono persuaso.
— Corbleu! Se io avessi mai sospettato una cosa simile, vi prego bene di credere, Eccellenza, che non avrei voluto dire nè anco una mezza parola in favor loro.
— Ne sono persuaso; ma perchè siate chiaro di tutto, vi dirò che quel Barnaba medesimo, uno dei più accorti ed intelligenti impiegati di Polizia che abbiamo, denunzia certe segrete conventicole solite a tenersi in casa del Selva, nelle quali avrebbe parte un agente mazziniano venuto qui di celato sotto sembianze d'un artista di canto.