— Niente affatto: interruppe di nuovo e con più asciuttezza il marchese. Fu creduto che suo figlio avesse mancato alla riverenza dovuta a S. M. in un luogo che questa onorava della sua presenza.
Giacomo ebbe un subitaneo impeto d'impazienza cui non valse a frenare.
— E perchè fu creduto codesto di mio figlio, mentre non si credette del suo, il quale infliggeva al mio Francesco tale insulto cui un uomo non può tollerare a niun modo?
Ma appena pronunziate siffatte parole, il padre di Francesco ne capì tutta la gravità, e temette essere andato fuor di strada ed aver compromesso l'esito del suo ricorso al marchese.
— Ah! mi perdoni: s'affrettò egli a soggiungere. Io sono così commosso.... Ella lo vede.... Non so bene quel che mi dica..... Si compiaccia figurarsi un momento in che stato si trova l'anima mia..... Ero così tranquillo, così felice colla mia famiglia, ieri soltanto!... Ancora questa mattina io mi sono alzato senza il menomo presentimento del guaio che già m'era piombato addosso e di quello che minacciava. Noi ci amiamo di tutto cuore; siam fatti così; padre e madre e figli siamo sempre vissuti insieme l'uno accosto all'altro; gli è come se le nostre esistenze fossero intrecciate in una.... Dia retta! Le dirò questo per esempio. M'è venuta un giorno la falsa idea di mettere la mia figliuola.... (ho anche una figliuola).... in collegio. Mi pareva che poichè ero ricco dovessi farle dare una educazione, come si suol dire, più brillante in qualche istituto di primissimo ordine. Scelsi addirittura quello del Sacro cuore.... e fu colà che mia figlia fece colla signorina di Castelletto una conoscenza che la nobile damigella volle gentilmente rinnovata questa mattina..... Ebbi torto: il buon senso di mia moglie vi si era opposto, ma io aveva persistito. Ebbi torto per due ragioni: prima perchè quel collegio frequentato dalle zitelle delle più nobili famiglie non era luogo adatto alla figliuola d'un fabbricante; poi, perchè avevo pensato che noi in casa si potrebbe avvezzarci alla mancanza di quel caro folletto d'una ragazza. Breve! Dopo alcuni mesi mia moglie non poteva più resistere, ed io meno di lei; ed andammo a levar la nostra Maria dal collegio per riaverla di nuovo con noi, sotto i nostri occhi, sempre.... Perdoni se io abuso della sua bontà... Gli è per dirle come ci sia impossibile viver separati dai nostri figli, come sia troppo, veramente troppo per noi il vederceli tolti. Ora che cosa ci avviene? Ad un tratto apprendo che mio figlio, il quale non fo per dire, ma è pure urbano ed educato quant'altri mai, venne pubblicamente svillaneggiato ieri sera nell'iniquo modo ch'Ella sa... Scusi: non vorrei dir nulla che offendesse il signor marchesino suo figlio; voglio anche ammettere che un qualche torto sia da parte del mio Francesco; ma per carità di Dio, Eccellenza, si metta nei panni di un giovane oltraggiato a quel modo, di me povero padre e non troverà forse eccessive le mie parole...
Il marchese dignitoso sempre, fece un atto colla mano che pareva dire:
— È giusto; continuate pure.
E il padre di Francesco, in cui l'èmpito dei sentimenti aveva superato oramai ogni barriera di soggezione, continuò con maggior calore:
— Che gli sia venuta al mio Francesco l'idea di domandare una riparazione, chi l'oserà biasimare? Se la legge, se il Governo, se i tribunali o che so io ce la dessero questa riparazione, allora si avrebbe torto a ricorrere ad altri mezzi. Ma sì: quale di noi borghesi potrebbe ottener fatto un processo al figliuolo d'un'Eccellenza? La cosa si metterebbe in tacere, e addosso al povero borghese cascherebbero ancora le sprezzanti risate del bel mondo... Ah! io non voglio mica lamentarmi nè far la critica al nostro buon Governo; Dio mi guardi! Ricordo soltanto le cose come sono per iscusare un po' la temerità che ebbe mio figlio di sfidare a duello il suo... Il duello, un'assurdità che non può entrare nella mia testa grossa. Se a me fosse capitata una cosa simile, quando ero giovane, ed anche adesso che non son più giovane, giurabacco! non avrei ricordato altro in quel momento se non che la Provvidenza mi ha dato a capo di queste braccia robuste certe mani che non sono di pan cotto per farmi rispettare da chicchessia..... Ma io sono ancora un rozzo uomo del popolo, e certamente avrei torto marcio eziandio. Mio figlio è più incivilito..... Basta; crede Ella un bel gusto quello d'un padre a cui viene annunziato che il figliuolo dopo aver ricevuto il più fiero insulto, corre pericolo di essere ammazzato in paga dall'insultatore, che certo è più destro nelle armi di lui?.... Non è tutto. Ecco che questo povero giovane oltraggiato vien preso dagli sgherri e tratto in prigione come un malfattore, violato il suo domicilio e manomesse le cose sue; mentre il suo competitore, quegli che ha veramente il torto (perdoni, voglio dire che ha una parte di torto anche lui), se ne rimane tuttavia tranquillo come se di nulla fosse..... Domando io se questo è giusto!.... Io mi sono detto che ciò non potrebbe piacere nè anco a V. E., e che per ottenere rimediato un torto così grande, non avrei dovuto far di meglio che ricorrere a Lei medesima. Ella mi ha già detto che nostro figlio ci sarebbe restituito; Ella mi ha accolto con una bontà che mi ha dato ansa a sfogare fin troppo — e glie ne domando ancora perdono — tutto ciò che mi bolliva qua dentro; una bontà che mi dà ansa a chiedere e sperare da Lei ancora qualche cosa di più.
Il padre del marchesino aveva ascoltato con una benignità veramente incoraggiatrice. A queste ultime parole di Giacomo non espresse una domanda, ma diresse al suo interlocutore uno sguardo che era un punto d'interrogazione.