— Sì, Eccellenza, parlavamo di cosa che la riguarda, ed io apprendeva dal signor Governatore com'Ella fosse interessata in certo avvenimento successo ieri sera al ballo dell'Accademia. Prendo parte grandissima, caro signor marchese, alla contrarietà, allo sdegno, dirò quasi, che Ella dovette provarne, e deploro quant'altri mai la tracotanza di quell'avvocatuzzo. Io era allo scuro affatto della verità della cosa, ed ho hasardè une démarche presso il nostro caro Governatore, di cui non avrei nemmeno concepito il pensiero se fossi stato ben renseigné. Ero venuto niente meno che a raccomandare quel cotal avvocato e quel suo amico perchè fossero posti in libertà.

Il bravo barone diceva codesto con un certo sorriso di compassione verso sè stesso che voleva significare: «Ve' s'io ne faceva innocentemente una grossa!»

Il marchese lo ascoltava con una faccia seria e grave come quella d'un magistrato che non lascia scorgere sulla sua fisionomia impressione alcuna che gli faccia la difesa d'un imputato. A quelle ultime parole di La Cappa alzò gli occhi e mosse le rughe del volto come se stesse per parlare. Bastò codesto perchè il barone s'interrompesse e si atteggiasse alla mossa d'un riverente ascoltatore.

— Ho molto piacere, disse il marchese, ch'Ella abbia fatta questa démarche, perchè siccome identico affatto è il motivo della mia venuta, spero che in due riusciremo di meglio a convincere il nostro amico il Governatore, di arrendersi al nostro desiderio.

La Cappa rimase attonito che nulla più. Temette un istante che quella fosse una canzonatura; ma il carattere del marchese non permetteva di fare una simile supposizione, e l'aspetto della sua fisionomia la escludeva senz'altro. Il barone volle esclamare, volle mostrare il suo stupore, ma ebbe timore di far peggio e non seppe che tacere.

Il Governatore fu egli a parlare:

— Che? Diss'egli. Vieni anche tu per farmi lasciar andare quei due miseruzzi di liberali? Ma tu non sai che essi hanno sul loro conto ben peggio dello scandalo di ieri sera.....

— So tutto: riprese Baldissero. Vengo adess'adesso da Barranchi, il quale mi ha detto ogni cosa....

— E non ostante ciò tu vorresti?

— Io vorrei esaminar teco se ci sieno proprio gli elementi di una colpabilità che meriti trarre alla rovina due giovani ed alla disperazione le loro famiglie. Che se non ci fossero, vorrei persuaderti, e son certo verresti da te medesimo in questa persuasione, essere il meglio, ammonitili, rimandarli senz'altro alle case loro.