Paolina volle dire alcune parole di scusa.
— È inutile che cerchiate di negare; ho udito tutto, e se non fosse del debito che ho di buon cristiano di perdonare, ve la vorrei far pagare cara e salata...
Andrea era rimasto sovraccolto al primo apparirgli del padron di casa; ma poi tosto, ripigliando quella certa famigliarità che hanno con chicchessia gli ubbriachi, diceva a sua volta:
— Scusi.... Perdoni..... sa! Quello che ho detto, l'ho detto..... ecco..... perchè..... corpo d'un accidente..... gli è la verità.....
— Vieni, vieni: s'affrettava ad interrompere Paolina. Non teniamo qui dell'altro il signor Nariccia a questo freddo.
— Lasciami stare: rispondeva Andrea, respingendo la mano della moglie: voglio parlare..... voglio spiegarmi..... Ecco! Qui è maledettamente scuro come in una caverna dì briganti..... non fo per dire.... Non ci si vede la punta del proprio naso.
E Paolina a soggiungere:
— Non abbiamo urtato apposta nel suo uscio; mio marito s'è inciampato e.....
— Ecco! Interrompeva l'ubbriaco. Mi sono inciampato. Non è già ch'io non istia ritto sulle mie gambe..... Tutt'altro! Sfido qualunque, io!... Sono un miserabile..... sì, va bene... ma non sono punto ubbriaco..... Dunque se ho risicato di rompermi la cassa de' corni contro i chiovoni di ferro di quel maledetto uscio lì, non l'ho fatto apposta..... Sono un miserabile, è vero, ma non l'ho fatto apposta... Ecco!
— Apposta o non apposta: interruppe bruscamente Nariccia; a me poco importa. Del resto opportunamente mi venite innanzi, chè ho da parlarvi, e giusto pochi momenti sono mi son preso l'incomodo di salire fino alla vostra soffitta. E ciò che ho da dirvi, è detto in due parole. Voi mi dovete sei mesi d'affitto: o pagatemeli domani, o doman sera dormirete in altra casa e non più certo nella mia.