— Lasciate un po'; voi ve ne intendete benissimo, e siete maestro anche in questa come in tante altre materie.... Aprite, aprite tutte quelle buste, contemplatene a vostro agio il contenuto, e quando vi sarete fatta un'idea del valore di questo tesoro che vi ho recato, allora vi esporrò la proposta che sono venuto per farvi.
Nariccia, ora compiutamente padrone di sè e in sull'avviso per dissimulare le impressioni che la vista di sì ricchi brillanti produceva in lui, aprì con calma gli astucci e guardò con freddezza tutti quei diamanti che luccicavano di mille fuochi anco nella penombra di quella stanza a stento illuminata dalla luce grigiastra della giornata nevosa.
— Che cosa ne dite? Domandò di poi il medichino che teneva i suoi occhi ardenti fissi sul volto impassibile dell'usuraio. Che valore assegnereste a questo tesoro?
— Ma! Esclamò Nariccia facendo spalluccie. Se fossero tutti veri....
— Ne dubitereste?
— Allora potrebbero benissimo valere parecchie decine di mila lire....
— Delle decine! Proruppe Quercia con voce concitata. Siete proprio sempre quel medesimo!... Dite delle centinaia...
— Oh oh! delle centinaia... Non esagerate.
— Vi dico di sì... Non c'è manco la regina che ne abbia dei più belli.
— Uhm!... Ma veniamo a noi... Qual è questa proposta che siete venuto a farmi?