— Non istrepitare; ma bada un po'. Tu ripeti come un papagallo tutto ciò che la moglie ti ha soffiato nell'orecchio...

— Non è vero.

— È vero! Figurati se io non me ne accorgo di queste cose!...

— Ti dico...

— Tu dici delle buggere. Ti dico io che chi si lascia mettere il piede sul collo dalle donne è bello e spacciato, e può vestirsi le sottane egli stesso, che d'uom non ha più nulla... E tu sei presto a quel punto.

— Io?...

— Sì, tu. È inutile farmi quei brutti occhiacci. È così, e te lo sostengo. Tua moglie ti ha messo il piè sul collo...

— No...

— Sì. Gli è dessa che ti gonfia con tutte quelle fatuità che fanno di te un pulcin bagnato, il quale avrebbe la fortuna ad arrivo di mano e non sa pigliarla. Oh! non ha avuto ieri sera l'audacia di proibirmi, a me, al migliore amico che tu abbia, di venire in casa tua? E gli è anche per ciò che stamattina mi sono affrettato di venirci: volevo un po' vedere se tu avevi lo stomaco di mettermi alla porta. In poche parole, tua moglie ti mena pel naso, e non osi più venire all'osteria con me, perchè essa te lo ha proibito.

— Paolina non mi ha proibito niente... Non sono tale da lasciarmi comandare io... Non vado perchè non voglio andarci, perchè ho capito che non ci dovevo andare e nient'altro.