— Senti, Andrea: io ti devo parlare a lungo, di cose importanti e che non si possono discorrere nè a casa tua, nè per la strada, nè qui sul pianerottolo della scala. Gli è per questo che ti propongo di accompagnarmi all'osteria. Se ci hai degli scrupoli, non mangerai, non beverai, non farai altro che ascoltarmi, ed io ti parlerò facendo colazione. Non si tratta di giuggiole: si tratta di farci ricchi tutti e due...

— Ah! le tue parole le conosco...

— No, che non le conosci... È tutt'altra cosa da quella che t'immagini... Tu non avresti da correr rischio nessuno... te l'assicuro... Infine poi non ti domando che di ascoltarmi... Hai forse bisogno di chiedere anche per ciò licenza alla moglie?

— Io non ho bisogno di chieder licenza da nessuno e per nulla: rispose Andrea imbizzarrito.

— Dunque animo, e fa a mio modo.

Questa volta il tristo potè prendere Andrea pel braccio, e mezzo riluttante lo trasse con sè giù delle scale e fuor del portone.

Quando furono nella strada, Marcaccio, che aveva già il suo disegno bello e fissato in mente, adocchiò una bottega di liquorista che era lì presso.

— Vieni costì: diss'egli al compagno. Stamattina fa un freddo così indemoniato che non ci posso regger proprio senza almanco un bicchierino di acquarzente.

E frattanto aveva trascinato Andrea fino sulla porta del fondaco di liquori.

— Se volesti accettarne uno anche tu, soggiunse Marcaccio, io te l'offro di buon cuore.