— Questo poco non t'ha forse fatto bene?
— Sì.
— Dunque vedi che avevi torto a non volerlo... Ma intanto tieni il bicchiere che ne vogliamo prendere ancora un altro: quello non era che il sorso d'un canarino e tu sei un uomo.
Andrea non tentò nemmanco più di schermirsi: il secondo bicchierino fu bevuto da lui con pieno abbandono; e quando i due compagni uscirono da quel fondaco, l'effetto dell'acquarzente, su cui aveva calcolato Marcaccio, era già ottenuto; ciò era che nel marito di Paolina era quasi svanita del tutto quella diffidenza ostile, quella riservatezza, quello stare in sulle guardie, con cui da principio aveva egli accolto il suo perfido amico tentatore. Furono adunque obliati e la moglie e i figliuoli; e il disgraziato, preso a braccetto da Marcaccio, entrava poco stante nella taverna di Pelone.
Gli era giusto il momento in cui il bettoliere stava aggiustando alcune sue ragioni col vecchio Jacob Arom, e Maddalena, la serva dell'osteria, si era recata nel Cafarnao alla chiama del medichino. Rimaneva a servir gli avventori quell'imbecille di Meo, il quale colla faccia più melensa che mai, gli occhi che parevan di cristallo fuor della testa, sapeva anche meno del solito che cosa si pescasse ed era nelle sue mosse impacciato, lento e disadatto più ancora che non solesse.
Marcaccio si gettò a sedere sopra una panca presso al muro, dietro la tavola che si trovava più prossima al braciere semispento, il quale consumava i suoi pochi carboni dentro un ammasso di cenere, in faccia all'uscio a vetri colle tendoline rosse che metteva nella stanza vicina, dove stavano discorrendo Pelone ed Arom; e percotendo colla palma della mano sopra la tavola, gridò a Meo che s'avvicinava di mala voglia:
— Vogliamo far colazione, e una buona colazione; ma tu, addormentato da due quattrini, non sei quello che fai per noi. Va a chiamare la Maddalena e mandacela.
Meo guardò fisso chi gli parlava, coi suoi occhi senza espressione, e rispose coll'accento d'un bambino che faccia greppo per piangere:
— La Maddalena in questo momento non c'è.
— Come! non c'è? esclamò Marcaccio di cattivo umore. Questa la è strana davvero; ogni qual volta io vengo ed ho bisogno di essere servito, quella schizzinosa la non si lascia vedere. La mette su delle arie adesso, con noi che l'abbiamo vista, corpo d'una botte, più misera d'un verme; la protezione del medichino la inorgoglisce. Che sì che io son quell'uomo un giorno o l'altro da farle passare i fumi e la voglia di far delle preferenze.