— Chi va là? Gridò egli con voce stentorea dall'interno della sua stanza che si trovava a destra del portone, e tosto dopo la sua grande e grossa persona comparve sul passo dell'uscio, tutto avvolta in un vecchio, lungo pastranone, con una lucerna da una mano ed un buon randello dall'altra.
— Zitto Bastiano: disse il giovane entrato, nel riconoscere il quale i cani già si erano acchetati e gli facevano festa; non far rumore, sono io.
— Che? Gli è Lei sor avvocato? A piedi e tutto solo! E la carrozza?
— Ah! la carrozza..... Esclamò il giovane, come ricordandosi allora di cosa che avesse affatto dimenticata. L'ho lasciata là in piazza ad aspettarmi. Avevo bisogno di prender aria, e son venuto a piedi.
— Biagio non sa dunque niente ch'Ella sia qui?... Ed è capace di star là fino a mezzogiorno.
— È vero..... Povero Biagio! Disse il giovane con tono di rincrescimento. Sì che la notte è fredda! Non ci ho pensato..... Vuoi farmi un piacere Bastiano?
— Comandi.
— Corri in Piazza S. Carlo e cerca di quel povero diavolo: digli come io sia già rientrato e fallo venire a casa.
— Subito.
— Mi rincresce farti prendere questo freddo...