— Oh che bravo Celso! Soggiunse padre Bonaventura battendogli leggermente sulla spalla. Fa un freddo indemoniato stamattina, avrò le mani intirizzite a dir messa; fa di accendere intanto un po' meglio questo braciere perchè mi possa poi riscalducciare.
— Subito: disse il sacristano precipitandosi verso il braciere a smuoverlo, togliendo la paletta di mano al ragazzo.
— E mi metterai un po' di bragia nello scaldino e me lo porterai nel confessionale, che altrimenti i piedi mi geleranno o poco meno.
— Sì signore.
— A proposito. Messer Nariccia non è ancora venuto?
— Non l'ho visto.... Ah! c'è qui la Gattona che vorrebbe parlare a Lei.
— Ah ah! la Gattona: esclamò il frate volgendosi verso la vecchia con uno di que' suoi piacevoli sorrisi.
La Gattona, tenendo sempre il piccino per mano si avanzò verso il frate e fece una profonda riverenza.
— Sì, Padre, diss'ella: se volesse usarmi la carità d'ascoltarmi......
Padre Bonaventura si assettò comodamente sopra una seggiola a bracciuoli che c'era presso al braciere, pose i piedi sull'orlo di legno di quest'esso, e guardandosi compiacentemente le unghie rosee e le mani bianche, disse alla vecchia: