— Buona sera a Lei. In che cosa la posso servire? To', to': la è strana. Mi pare di conoscerla Lei, e non mi pare. Di certo la sua fisionomia l'ho già adocchiata.
— Può darsi: rispose Barnaba inchinandosi con un sorriso tutto piacenteria.
— Oh oh! io per ritenere le fisionomie non c'è la mia pari. Se mi avviene di vedere il muso di qualcheduno, passano anni ed anni e lo ravviso al primo rincontrarlo, come se non l'avessi visto che da ieri.
— Bella qualità! Disse con molta ammirazione il poliziotto.
— Si figuri che una volta avevo un cardellino, un miracolo di cardellino che era addomesticato così bene da parere un cristiano a cui mancasse soltanto la parola.... E Lei saprà come sono difficili ad addomesticare i cardellini.
Barnaba fece un inchino per affermare che lo sapeva.
— Be', gli volevo bene, come ad una creatura ragionevole... e diffatti era tale più che certi bestioni d'uomini..... Basta, lasciamola lì..... Dunque un bel giorno, come fu, come non fu?... Io già ho sempre creduto che sia stato quello zoticone del mi' uomo che è il più grossolano del mondo... Allora egli abitava ancora meco... che ora per fortuna di Dio sta lontano e d'un bel tratto... Fuori di città sui viali, nella casa del signor Benda, se lo conosce, quel gran fabbricante di ferro...
— Ah, ah! Esclamò il poliziotto che parve prestare alcuna attenzione a questa circostanza.
— Dunque un bel giorno gli si lascia aperto l'usciolo della gabbia (al cardellino), ed egli frrrt! se ne volò via per la finestra che vallo a vedere!...
— O diavolo! Esclamò Barnaba giungendo le mani con vivo interesse, e sedendo intanto sopra un trespolino ch'era lì presso, per ascoltare più divotamente la mirabile storia.