— Lo credevo perso senza più redenzione, quando la Marta — una mia amica e vicina che quella volta ne fece per miracolo una di bene, perchè è la più melensa e sragionata femmina che sia sotto la luna... e una lingua poi! oh quanto a lingua non dico altro che darebbe dei punti alle forbici del sarto — basta, la Marta venne ad avvisarmi in gran segreto che comare Polonia, la rivenditrice di pignatte e pentoloni che sta di faccia, aveva nelle sue gabbie... — la tiene delle gran gabbione tutte piene di ogni fatta uccelli che abbia creato Iddio — la aveva un uccello di più, e precisamente un cardellino. E la cosa era naturale. Il mio Fifì — lo chiamavo Fifì — era venuto per tornare a casa sua, s'era fermato sulle gabbie di Polonia, e quella sorniona lo aveva acchiappato e poi fatto mostra di niente... Dunque io corro da Polonia, e fra cinque o sei cardellini che la ci aveva — noti bene cinque o sei — riconosco subito alla fisionomia Fifì, e non c'è stato santi che tenessero, me lo feci restituire e la Polonia ci dovette stridere.

— Cospetto! L'ammiro di molto. E quel prezioso cardellino?

Sora Ghita prese l'aria dolorosa di colui a cui si riapre un'antica piaga dell'anima.

— Mi cascò un giorno nel beverino e mi si annegò.

Barnaba assunse un aspetto adatto alla circostanza.

— Che disgrazia!

— Or dunque, che cosa dicevo?.... Ah!..... Nel veder Lei, mi parve subito di riconoscere qualcheduno già visto altra volta. Di certo Lei abita da queste parti..... To'! Badi se la indovino..... Lei è il fumista e stufista che sta alla cantonata di via Santa Teresa.

Il poliziotto fece il suo sorriso più grazioso ed adulatore, per temperare la negativa con cui doveva rispondere.

— No, non sono il fumista.

— Per bacco! Avrei giurato..... Si rassomigliano come le due chiappe d'una mela..... Ma senza fallo Lei la deve abitare in questi quartieri.