Barnaba col medesimo sorriso rispose:

— Veramente no..... Abito anzi piuttosto lontano..... Però (s'affrettò a soggiungere) pratico frequente da queste parti.

— Ecco! Appunto! Gli è ciò. Volevo ben dire! E Lei dunque cerca di qualcheduno? Mi pare che abbia detto che cercava di qualcheduno.

— Sì. Mi fu supposto che in questa casa ci deve stare o ci deve venire alcune volte un medico, un bravo medico, giovane ed elegante, che si chiama... che si chiama..... Ho lì il nome sulla punta della lingua..... Non saprebb'ella aiutarmi, madama?

Ghita appoggiò al suo mento onorato d'una lanugine che quasi poteva chiamarsi barba, la punta di uno de' suoi ferri da calza, in atto di profonda meditazione.

— Un medico? Diss'ella. No, veramente qui non ce ne abita nessuno di medici... Ah sì... Al secondo piano c'è un dentista.

— No, non gli è ciò.

— Al primo c'è un notaio con sua moglie e sua madre... Liti del diavolo fra la suocera e la nuora. Un giovane di mercante che abita uscio ad uscio fa gli occhi dolci a quest'ultima... La Marta dice che li ha trovati insieme, lei e lui, una mattina in una strada scartata. Basta! Non facciamo giudizi temerarii come fa quella maldicente d'una Marta. Di sopra dunque c'è il dentista e un impiegato al Ministero, un brav'uomo che ha mezza dozzina di ragazzi. Al terzo piano abitano il calzolaio che ha bottega qui vicino al portone, il pizzicagnolo ed una di quelle donne che vanno ad impegnare per altrui la roba al Monte di Pietà. All'ultimo piano poi c'è una frotta di giovani...

Barnaba si accostò alla vecchia ciarliera con un interessamento che era più vero di quello manifestato fino allora.

— Giusto! Il medico che cerco sarà forse tra quelli, od almeno sarà loro conoscente, e verrà a vederli.