— Ti sei tu ben divertito a codesta festa? domandava intanto la madre, curva sul fuoco, curando che il caffè bollisse a dovere senza traboccar nelle ceneri.

— Sì, sì, molto: rispose Francesco, cercando sempre di dare alla voce il suo tono naturale.

— C'era molta gente, non è vero? E che lusso neh? Ci saranno state tutte le belle signore di Torino.

— Sicuro.... Una confusione di gente da non poter trovar luogo nè da stare, nè da respirare.

— A proposito di bellezze, c'era ella quella nobilissima signorina che fu compagna di Maria nel poco tempo che tua sorella stette nel convitto del Sacro Cuore, madamigella?... Com'è già che si chiama?

Francesco ebbe una lieve contrazione del viso che indicava quanto quella domanda lo turbasse: non ebbe forza a rispondere di subito. La madre, credendo che il figliuolo non avesse compreso di chi ella voleva parlare, si volse indietro del capo, mentre seguitava a star curva presso il fuoco e soggiunse:

— Sai bene quel fior di bellezza, la nipote del marchese di Baldissero?

Francesco fece uno sforzo su se medesimo, e rispose come se gli si parlasse d'una cosa indifferente.

— Sì, sì: madamigella Virginia di Castelletto. La ci era.... — Si fermò un istante e gli sfuggì un lieve sospiro, poi soggiunse: — .... E più bella che mai.

La madre si alzò colla caffettiera in mano, versò in una chicchera il liquido fumante, e messovi dentro lo zucchero, venne presso al giovane agitando il cucchiarino.