— Perchè Quercia è l'amante di questa contessa imprudente.
Ester gettò un'esclamazione soffocata di vivo dolore.
— Impossibile! diss'ella.
— È la verità. Lo sanno tutti.
La giovane, posto in oblio ogni consiglio di prudenza, prese fra le sue le mani del padre e le strinse con forza.
— Giuratemelo!
— Sì che lo giuro..... Ma per la potenza dell'Eterno, Ester, che vuol dir codesto mai?
La piccola, curva persona del vecchio ebreo si era drizzata, e i suoi occhi saettavano fiamme: ma non ebb'egli campo ad aggiungere altre parole; Ester era diventata color d'un cencio lavato e senza manco un grido era caduta stramazzoni per terra. Jacob per prima cosa erasi affrettato a sollevarla e non senza molto sforzo era riuscito a trarla su e metterla comechessia sopra una seggiola, mentre chiamava soccorso; ma poi tosto si ricordò che di sotto non c'era Debora soltanto, ma quell'uomo altresì intorno a cui s'erano oramai così afforzati i suoi sospetti da esser quasi certezza; inoltre egli aveva ancora lo scrigno e l'armadio aperto e non voleva che il medichino vedesse Ester svenuta, nè il ripostiglio de' suoi denari, e quest'ultimo non voleva comparisse dischiuso nè anco a Debora. Con una rapidità di mosse che avreste creduta impossibile in quel corpo vecchio e in apparenza affatto svigorito, Jacob chiuse la cassa di ferro e l'armadio, insaccò i denari contati, nascose nella cappa del camino le chiavi, e fu a tempo a capo della scala per impedire che Gian-Luigi penetrasse nel piano superiore.
Quando il medichino si fu partito, Arom tornò nella stanza di sopra. Ester giaceva sempre a quel modo ed a nulla valevano per farla risensare le cure di Debora che si disperava intorno ad essa.
Il vecchio guardò un momento col suo occhio d'avoltoio la figliuola svenuta, e sulla sua faccia macilenta e raggrinzita non c'era altra espressione fuor quella d'un tremendo corruccio. Mise pesantemente la sua mano adunca sopra la spalla di Debora, e le disse minacciosamente fra i denti serrati: