Avanzava verso la figliuola il suo orribil viso di animale di rapina, acceso da una orribil fiamma di sdegno feroce. Ester incrociò le braccia al suo seno e disse fieramente ancor essa, con un lampo di superba audacia nei begli occhi neri:

— Credete voi che io non saprò difendere la vita di mio figlio? La mia poco m'importa; l'abbandonerei alla vostra vendetta; ma l'esistenza della mia creatura, oh per tutte le potenze del cielo e della terra, la difenderò anche contro di voi.

— Stolta! Povera stolta!... Tu non conosci ancora tuo padre... La tua colpa ha cambiato in lui l'amore che aveva per te in odio profondo... Tu lo troverai implacabile!..... Esso te lo ha detto: quando tu cessassi di camminar nelle sue vie egli avrebbe scatenato su di te tutte le maledizioni ed avrebbe invocate anche quelle dell'Eterno. Jehova, il Dio terribile, il Dio della vendetta, conferma le maledizioni de' padri!... Difendere la tua creatura! Come la potrai difendere contro la fame?

A questa orrenda parola che le rivelava l'avvenire minacciatole da suo padre, Ester non potè trattenere un grido e vacillò come se materialmente colpita da un urto.

— Ah padre! diss'ella giungendo le mani, non per me, ma per mio figlio, pietà! Esso è innocente.

— Pietà nessuna!

Ester tornò in un'espressione di riagente fierezza.

Egli, disse con una certa enfasi, saprà sottrarci, e me e suo figlio alle vostre mani.

Il parosismo della collera di Jacob che pur sembrava aver già toccato l'estremo suo limite, s'accrebbe ancora; le guancie gli diventarono color della cenere, mentre gli occhi avreste detto che in realtà schizzavan fiamme.

— Egli! Chi egli? Il tuo drudo, sgualdrina?.... Oh sentiamo un po' chi è costui!.... Ho gusto d'udirne pronunziato il nome dalle tue labbra..... Su via: chi è? Parla.