— Dunque io sono il suo uomo..... Faccia di me quello che vuole.
— Voglio che tu mi riveli per dove e come si entra in quel segreto ridotto.
— Ah! codesto io non lo so...
— Bada Meo!...
Questi si pose una mano sul petto,
— In fede di galantuomo, diss'egli, non lo so davvero.
Barnaba stette un momento raccolto in sè.
— L'ingresso è di certo nel camerino dell'osteria, poichè ieri sera alla mia venuta il medichino non è venuto fuori per l'uscio a vetri, e quando io entrai colà non c'era più. Sei tu capace di scoprire dov'è questo nascosto passaggio, se nella parete o nel pavimento, e di che guisa si apre?
— Io? esclamò spaventato il giovinastro. Se siamo d'accordo che non ci rimarrei più nell'osteria... Ho già detto e fatto sin troppo per compromettere la mia pelle.
— Or bene, disse Barnaba, ciò scoprirò io di per me.... Tu, se ci tieni a guadagnare l'oro che ti ho promesso e la vendetta che desideri, potrai servirmi in altro modo; ed è questo: domattina abbandonerai l'osteria e verrai qui dov'io t'attenderò verso le dieci; ti condurrò meco, camuffandoti in guisa da non potere essere da nessuno riconosciuto alla bella prima; ci apposteremo ad una certa cantonata, dove quasi di sicuro ha da passare un cotale, e quando io te lo additi, tu mi dirai — e per l'anima tua, tu m'avrai da dire il vero — se riconosci o no in quell'uomo il medichino. Hai tu capito?