Barnaba crollò le spalle come fa uno scienziato innanzi ad un pregiudizio del volgo.
— Oibò! Non mi fate il torto di credermi così sciocco. Il popolo ha sempre bisogno di personificare in un essere ideale l'autore, o per dir meglio, i varii autori di tutto ciò che avviene di un po' strano onde la sua immaginativa resta colpita; il più delle volte anche gli stessi strani avvenimenti che dànno origine alla creazione di quel personaggio fittizio, sono inventati. Appo noi da un po' di tempo sono accaduti alcuni più audaci delitti che hanno sparso lo spavento nel gregge pusillanime dei possidenti; ed ecco di subito la fantasia sgomentata di quella brava gente immaginare una fortissima e numerosissima associazione di malfattori ed a capo di essa un malandrino più matricolato degli altri, orribile, feroce, un diavolo in carne ed ossa, che, non si sa poi per qual ragione, venne battezzato col nomignolo di medichino. Eh! non mi lascio abbacinare da queste puerilità io! Provate un po' a domandare al popolo, che viso, che aspetto, che modi ha questo famoso re di briganti e di assassini: uno vi dirà che gli è un gigante tanto fatto, con occhi da basilisco, con sembianze così truci da far basire di paura solamente a guardarlo, che gli è un mostro che beve sangue umano, non gode che dell'agonia di vittime umane immolate, non apre la bocca che per bestemmiare e comandare i più atroci delitti; altri invece ve lo dipingerà di apparenze tutto graziose e gentili, un giovinetto sbarbato che pare una donna, a cui si darebbe l'ostia consecrata senza confessione. Io ne concludo da ciò che è tanto vero il primo quanto il secondo ritratto di questo misterioso individuo, la cui esistenza cercano di far credere i birbanti medesimi per far essi di proprio capo le loro gesta e sviare con quell'arte da sè i sospetti della polizia..... Ma lasciamo stare quest'ipotetico individuo. S'egli non è il vostro amante, Maddalena, ciò non vuol dire che voi non ne abbiate un altro, al quale mi è avviso che voi vogliate bene — fortunato mariuolo, va! — più di quanto una ragazza di vostra fatta dovrebbe; e mi nasce il sospetto che sia appunto per riguardo di codesto vostro damo che voi non vogliate far buon viso alla felicità di quel certo avvenire che vi ho mostrato. Se così fosse, sarebbe questo uno scrupolo che vi onora, ma che dimostra una certa inesperienza e — lasciatemi dire — grullaggine. Forse che accettando la fortuna di cui vi si parla, voi sareste impedita di aver poi per vostro intimo amico colui che vi piacerebbe? Eh! di siffatti amanti ve ne potreste tenere quanti vi garba — ci basterebbe un po' di prudenza... To': anche qui posso citarvi l'esempio della Zoe, di cui vi parlavo un momento fa. Essa ha molti protettori — e quasi tutti alto locati, e fra questi il principino che ho nominato poc'anzi — i quali pagano e pagano lautamente; e poi ha un amante che non paga, ma cui anzi, dicesi, esser ella a pagare... Egli è un medico appunto; ma quello è un medico davvero; uno de' più belli ed eleganti damerini della città: il dottor Quercia.
Barnaba pronunziò queste ultime parole con affatto il medesimo tono col quale aveva parlato finora, senza pesare menomamente su di esse, come si dicono le cose del tutto indifferenti, a cui non v'è ragione alcuna di dare pure un'ombra d'importanza; ma il suo sguardo che non aveva abbandonato mai la faccia fresca e rubiconda della giovane era in sull'avviso più che mai da potere cogliere su di esso il più lieve e il più fuggitivo segno d'impressione qualunque.
All'udire quegli ultimi detti e sopratutto quel nome, tutta la persona di Maddalena ebbe una subita agitazione leggiera, ma che non poteva sfuggire allo sguardo attento del poliziotto; gli occhi di lei ebbero un baleno vivissimo cui tosto velarono le palpebre sollecitamente abbassate; e la sua volontà non fu tanto padrona del sangue improvvisamente riscosso che valesse ad impedirgli di salire ad arrossarle le guancie.
— Ah! esclamò ella sotto l'efficacia di quel primo impulso; Quercia è l'amante di codesta tal Zoe?....
Barnaba non ebbe più bisogno di altri argomenti per essere chiarito della identità ch'egli aveva sospettata fra il misterioso medichino ed il galante dottor Quercia; ne sentì una viva gioia, ma la sua faccia era troppo esperta ed avvezza a dissimulare perchè ne lasciasse scorgere un segno qualunque; vide che la sua ispirazione l'aveva servito bene, e determinò tentare di trarne tutti quei maggiori frutti che potesse.
— Quell'originale d'una Zoe ne va pazza: soggiunse. Gli è che quel mariuolo d'un seduttore è inarrivabile nell'arte di abbindolare una donna. Si conta anche d'una signora d'alto rango, una vera nobile, una contessa di Staffarda che si darebbe al diavolo — se pure non si è già data — per gli amplessi di quello scellerato d'un dottore.
— Contessa di Staffarda? dimandò Maddalena, come se volesse stamparsi anche questo nome nella memoria.
— Sì, rispondeva con tutta bonarietà il malizioso Barnaba, contessa Langosco di Staffarda..... Oh! una delle prime famiglie del regno..... Ed una bella donna poi!.... Capperi! che bella donna! Non c'è che dire; Quercia sa scegliere per benino le sue conquiste. La Zoe e la contessa sono due fior di bellezza.
Un subito smanioso desiderio invase l'animo di Maddalena: quello di vedere le due donne che erano sue rivali.