— Niente affatto.

— Ebbene ve lo dico io. Sappiate che Barnaba, per cagione di certa sua imprudenza, incontrò la disapprovazione de' superiori, e dovrà partirsene di Torino per una più umile destinazione in altra città.

— Oh bella! esclamò Pelone con tono di maraviglia bastevole da far credere quella essere la prima notizia ch'egli ne ricevesse. Egli è pur tuttavia un brav'uomo....

— Basti di ciò: interruppe Tofi. Torniamo ai nostri polli.

Pelone s'inchinò in atto d'umile assentimento; ma fra sè pensava:

— Uhm! c'è qualche cosa qui sotto. Perchè dirmi codesto? Per levarmi il filo della camicia? Ma allora avrebbe insistito nelle interrogazioni e non dato di presente la volta al discorso... Direi quasi che si vuole vedere s'io ho sentore di qualche cosa che è capitato, e di cui si avrebbe più caro che io fossi al buio... All'erta Pelone!

E la malizia di quel vecchio trincato andava molto presso alla verità.

Il Commissario continuava:

— Or dunque badate bene a quello che si vuole da voi, e per cui vi si è mandato a chiamare.

— Sì signore.