— Ah! Nariccia, diss'egli con qualche esitazione: mi hai pur detto qualche cosa di più, riguardo a lui.

E Graffigna sollecito, avvicinandosi di più ed abbassando la voce, quantunque fossero fuori dell'arrivo di ogni udito umano.

— Le ho detto che ci avevamo le chiavi da penetrare nel covo di quel bestione selvatico, miserabile avaraccio d'un usuraio, quando che sia.

— Ah!

Questa esclamazione di Gian-Luigi aveva tanto significato che Graffigna, con un vivo lampo di gioia negli occhi soggiunse:

— E dunque la cosa si ha da fare... (E più basso ancora) stanotte se vuole...

— No: disse bruscamente il medichino. Se mai occorresse..., più tardi..... non parliamo di ciò adesso.

— Come le piace.

Dopo una brevissima pausa, Gian-Luigi con accento di comando che vuol essere indiscusso, riprese a dire:

— Siamo dunque intesi, e ricordati bene le mie parole: ai Benda non ha da succeder nulla, e se la mia volontà non sarà obbedita guai a te!.... Ora vattene.