Tornò ad appoggiare il capo alle mani colle cui palme si stringeva la vasta fronte.

— Perchè ho visto le sembianze ingenue di quella ragazza?... Avrei creduto io forse d'essere tuttavia così novellino?... Que' miti sguardi, mi condussero il pensiero alla soglia d'un paradiso terrestre, di cui non avrei pensato mai ch'io potessi desiderare le gioie modeste: quello della domestica felicità.... Ma la mia anima inquieta è dunque condannata ad aver bramosa sete di tutto? ad anelare a tutto? a tutto volere stringere e possedere?... Voglio penetrare in quell'orto Esperide a dispetto del mio passato. E se volessi romperla davvero con questo mio passato, lo potrei?... Sì, sento in me tanta forza anche da ciò... L'uomo dev'essere padrone sempre del suo destino... Io riconquisterei la libertà intera, assoluta del mio essere, a prezzo anche d'un...

La parola che doveva seguire non pronunziò più: parve essa rifiutarsi alle sue labbra che lievemente si contrassero.

— Libertà, libertà!... È egli l'uomo libero mai?... Noi siamo i giocattoli d'un balordo o d'un burlone di destino, che ci mena dove forse non sa neppur egli, tirandoci i fili colle circostanze... È ella libera l'anima umana nella vita tranquilla e monotona della famiglia? Oibò! L'inevitabile sempre vi afferra e vi tiene in ogni dove, ognisempre, legati alla fatalità inesplicabile. Ci ho un esempio nella famiglia Benda. Eppure... ah gli è vero che l'uomo è un continuo essere diverso che si viene scambiando dì per dì, e diventando altro ora per ora; e da ciò il supremo bisogno di cambiamento a lui connaturato..... Eppure ora mi sorride così lieta al pensiero la gioia d'una domestica pace, d'un amore senza rimorsi!...

A quest'ultima parola si riscosse e fece un atto di dispetto, quasi di scherno.

— Rimorsi! esclamò. Che vocabolo ho io pronunziato cui ho voluto ed ho detto tante volte cancellato dal mio linguaggio come l'idea che rappresenta dal mio pensiero? Lasciamo quelle debolezze alla femminetta in cui la carne lottò colla paura del confessore e vinse. Un uomo che, in presenza delle vicende della vita, assecondò arditamente l'impulso della sua natura, quindi le leggi dell'esplicamento del proprio individuo, non deve avere nè pentimenti nè rimpianti. Incontrò nel suo cammino la necessità del male e dovette con essa procedere come con un compagno di viaggio... Il male? (Crollò le spalle con una disdegnosa impazienza). Una parola di convenzione anco quella. È una relatività delle nostre apprensioni. Esiste esso il male nell'assoluto?... Incontrò delle difficoltà al suo passo, e dovette superarle affine di proseguire. Alcuno rimase schiacciato. E con ciò? Tutta la natura è una lotta per la vita. L'animalità è un immenso fratricidio. L'uomo al fastigio della piramide di questa creazione organica, che nella sua stessa distruzione attinge gli elementi della vita, è condannato, più ancora d'ogni altro animale, per vivere, per pensare, per esplicarsi, a servire, invocare, gridare la legge di morte. Non ho rimorsi; non voglio averne. Posto di nuovo al principio della mia giovinezza, pressato dalle circostanze che mi spingevano, io sceglierei ancora la medesima strada. Fu fatale; anche i Numi della Grecia subivano il Fato.

«Ed ora una nuova forza, nata non in me, ma che in me si ripercuote, vuole spingermi fuori di questa via che gli uomini chiamano del delitto. È fatale anche ciò? Sì certo sarà, dove io ci riesca.»

Fece una nuova pausa: la ruga della sua fronte si mostrava profondamente incavata, e dalle ciglia abbassate usciva pur tuttavia una fiera luce dagli occhi suoi.

— La natura, che è nostra grande maestra universale, ci dà un terribile insegnamento. Quando un mezzo qualunque le è diventato inutile..... non aspetta nè anco che sia diventato dannoso... certe volte, per una specie di capriccio, soltanto quando esso le torna meno gradito, spietatamente lo distrugge. L'uomo forte, l'uomo superiore, nella sua azione sul mondo ambiente, ha il còmpito della natura, attua ancor egli un'opera creativa, nell'ordine materiale, così bene come, e più, in quello intellettivo e morale. È un coadiutore consciente della madre natura; ha diritto, ha dovere d'imitarla. Io, la cocca, non dovrei con atto positivo distruggerla per mia opera medesima; non avrei che da lasciarla schiacciare: le circostanze mi si offrono operatrici esse stesse... non ho che da volere... non ho che da aiutarle...

Fu scosso come da una specie di brivido. Battè sulla tavola un colpo più forte del pugnale che vi si piantò, e sorse in piedi per una subita spinta di irrequietudine. Una voce che pareva estranea gli aveva gridato all'orecchio quella parola sotto a cui le labbra gli si erano irrigidite poc'anzi.