Barranchi drizzò un momentino la spina dorsale e tentò sollevare uno sguardo all'altezza della faccia smorta del suo sovrano: ma vide che da quelle labbra non aveva finito di scendere a lui la manna amara delle parole di rimbrotto, e tornò a piegarsi sollecito in un arco più curvo di prima.
— Per Torino oggi non si parla d'altro che dei maltrattamenti fatti subire a quel giovane avvocato Selva, ed è una indignazione universale. Così facendo non si fa rispettare il potere, gli si acquista odio. Dopo le ammonizioni che avevo già avuta la spiacevole occasione di farle altra volta a questo proposito, dopo le parole che le ho detto ieri sera stessa, non credevo di aver più da farle un simil rimprovero.
Il conte, che non aveva già per natura e nelle circostanze ordinarie la parola molto facile, a quest'intimata, se la sentì mancare affatto come se la lingua gli si fosse annodata.
— Maestà, balbettò egli. Sire... Maestà. Creda... Sire...
Carlo Alberto ebbe pietà di tanta confusione; rispianò alquanto la sua fronte corrugata e soggiunse con accento di voce mitigato:
— Capisco che simili eccessi sono da imputarsi agli agenti subalterni: ma Ella, caro conte, deve inculcare ben bene ai suoi subordinati che si guardino oramai dal cadere in tali errori che non voglio assolutamente si rinnovino più.
Il nuovo tono del discorso e la parola caro che suonò al suo orecchio come una melodia fecero del generale dei Carabinieri reali quello che di Dante (se questo paragone è lecito) le parole di Virgilio, quando lo rianimi a imprendere il cammino per la valle dolorosa:
«Come i fioretti dal notturno gelo
Chinati e chiusi, poi che il sol li imbianca,
Si drizzan tutti aperti in loro stelo;»