«Essa si è finalmente decisa. Lo stato in cui si trova non ammetteva più indugi. Partiremo domani. Preparatemi una quindicina di mila lire; per ora mi bastano; il resto delle somme lascio ancora presso di voi, e vi prego di ritenerlo alle medesime condizioni; che per l'avvenire poi.....»
Qui la carta era bruciata e la lettera interrotta.
Chi aveva scritto quelle parole era dunque in molta relazione con Nariccia; e colui doveva sapere senza dubbio nessuno il segreto della nascita di Gian-Luigi. Ma forse Nariccia medesimo lo conosceva eziandio e presentandogli quella metà di lettera avrebbe potuto dire al giovane derelitto chi fosse suo padre: ed egli tante volte era stato con quel vecchio usuraio! Una parola sola avrebbe bastato a diradare quelle tenebre, nè mai questa parola era stata pronunziata! Ed ora Nariccia era estinto — ed estinto in gran parte per opera di lui Gian-Luigi! — l'unico capo che forse rimanesse a sciogliere la matassa di quel mistero era codesto, ed egli lo aveva reciso! Contrattempo e sventura!
Ma quello non doveva essere l'unico foglio che rimanesse a Nariccia di quelli scrittigli da quell'uomo. Da questo medesimo biglietto che Gian-Luigi teneva in mano, appariva come fra colui e l'assassinato corressero seguitate e piuttosto intime relazioni: chi sa che in quei fasci di carte non ce ne fossero di importanti che riguardassero la sorte del fanciullo abbandonato? che in esse non si trovasse tanto da potere egli stesso, Gian-Luigi, penetrare senz'altro nel segreto del suo destino? Determinò tornare egli solo, di subito, in casa l'usuraio, si fece dare da Graffigna le chiavi e senza indugio si mosse. Ma quando fu per entrare nella porta della casa di quell'uomo, ch'egli poche ore innanzi aveva assassinato, il coraggio glie ne mancò per l'affatto. Si sentì come respinto da un'invisibile barriera contro cui avesse urtato il suo petto. Si allontanò di là; tornò facendosi violenza; provò di nuovo il medesimo effetto; vide alla fine una pattuglia che s'avanzava a quella volta, e fuggì perdutamente, quasi parendogli che ogni occhio di uomo dovesse leggergli sul volto il delitto ch'egli aveva commesso.....
Quella sera medesima, che era il lunedì, la contessa Langosco di Staffarda compariva al ballo di Corte adorna della ricca magnificenza di tutti i suoi diamanti.
Fine della 3ª parte
NOTE:
[1]. Badino i lettori che queste cose scriveva Maurilio parecchi anni prima del 1848.
[2]. Vincenzo Gioberti nell'aureo suo libro del Rinnovamento fa precisamente questo paragone quando dice che l'emancipazione della plebe e della donna è la missione precipua del presente secolo.
[3]. Espressione testuale dell'Azeglio.