Il giovane, sempre agitato, continuava come parlando a se stesso:

— Può egli comprendere?... Avrà egli compreso sotto le mie parole la verità?... Chi non la comprenderebbe?... A qual altra persona possono convenire quei detti?... Più volte ne ho scritto il nome... È un nome che portano ben altri eziandio... Ma pure...

Il buon prete trovò una valida ragione, per lui sicurissima, da tranquillare Maurilio.

— Se io capisco bene, diss'egli, si tratta dunque di una cosa tua particolare, intima, segreta.

Il giovane fece un cenno affermativo.

— Ebbene, io metterei pegno qualunque cosa che il marchese non ne ha letto pure una parola. Conosco la delicatezza di quell'animo. Tutto ciò che gli sarà sembrato attenersi ai particolari della vita privata, egli lo avrà accuratamente tralasciato.

Maurilio parve acchetarsi; e lungo tutto il cammino che loro restava da percorrere per giungere alla casa dov'egli abitava, rimase taciturno, col capo chino e gli occhi dimessi.

Quando Maurilio e Don Venanzio giunsero alla porta n. 7 di via ***, dalla loggia della portinaia uscì fuori con impeto sora Ghita medesima scortata come da uno stato maggiore dalla comare Marta, dalla comare Polonia e da non so quali altre comari del quartiere.

L'evento straordinario dell'arresto dei giovani in casa del pittore aveva radunato colà l'esercito attivo e la riserva delle lingue femminili di pian terreno in tutta quella strada e formava l'argomento delle più vivaci chiaccole di quelle brave sfaccendate; quando ecco uno degli eroi dell'avventura tornare tranquillamente a casa per distrurre tutte le supposizioni di ogni sorta che quelle argute donne si erano già industriate di fare. E il ritorno non era meno strano dell'andata; condotto via da poliziotti, accompagnato da un agente della pubblica sicurezza, se ne tornava come se di nulla fosse stato, a braccio con un vecchio prete. C'era di che mettere in uzzolo altro che la curiosità di un drappello di vecchie comari! Fu perciò che sora Ghita, visto appena, nel campo di visione che apriva ai suoi occhietti sempre in sull'avviso il finestruolo della loggia, spuntare la faccia pallida di Maurilio e le chiome bianche di Don Venanzio, per un subito impulso si cacciò fuori, armata d'interrogazioni, e dietrole tutta la valorosa schiera delle comari.

— Ah! Ella qui, sor Maurilio! esclamò essa, levando le mani secche e rugose all'altezza della sua cuffia madornale in un atto di meraviglia che voleva esser piena di allegrezza e di consolazione. Oh che piacere! Hanno adunque riconosciuto che la era una gran porcheria lo arrestare della brava gente come lei? E l'hanno mandata sciolta, non è vero? Me ne rallegro tanto. E l'avvocato Selva? È egli vero che fu arrestato ancor egli? S'è detto così, lo si dice ancora per tutto il quartiere... Un altro bravo giovane quello lì che non ha il suo compagno. (E si volgeva alle comari, mentre col suo corpo seguitava a chiudere il passo a Maurilio ed al prete). Grazioso e gentile e ben educato che gli è un vero piacere. Non passa mai davanti al mio camerino senza salutarmi, e qualche volta viene a discorrerla meco e ci ha sempre un fascio di novellette e di piacevolezze che incanta ad udirlo. (E qui parlava di nuovo a Maurilio). Spero bene che avranno lasciato andare anche lui; o se non ancora, lo lascieranno andare quanto prima. E quell'altro, che è un signore quello là che ha dei milioni, l'avvocato Benda, il padrone di quella bestia del mi' uomo, non è una frottola che sia stato arrestato anche lui? Ma che smania è codesta di voler mandare in gattabuia tutta la gente ammodo! Io mi credo che abbia dato la volta a quei signori della Polizia... Io già rispetto l'Autorità, i comandamenti di Dio, della Chiesa e del signor Vicario, ma non mi posso tenere dal dire che queste le sono vere porcherie. Finiranno per mandare in galera l'onesta gente e lasciar stare tranquilli i birbanti che ce n'è una tal quantità oramai in questa nostra città che se vi rintoppate in uno sconosciuto, non siete sicuri di non aver dato del naso in un ladro; e lo provano i frequenti delitti che succedono tutti i giorni, che dicono che la è tutta una combriccola, che sono centinaia e più, che si chiamano la cocca, di ogni razza di Dio, birboni che non temono nè Cristo, nè l'Anticristo, nè gli angeli, nè il demonio, che al tempo della mia gioventù mai e poi mai si sono udite di simili cose...