— E' bisogna rassegnarvi: disse ad Andrea il signor Defasi, il resistere non vi serve di nulla, ed anzi non può riuscire che a far peggiori le vostre condizioni.... Quanto ai vostri figli, s'io ho udito bene, voi li vorreste accompagnati a qualche ospizio, dove hanno ricovero; ebbene dite a me quale sia quest'ospizio, e in parola di galantuomo vi prometto che ve li accompagnerò io stesso.
Andrea fissò in volto il Defasi cogli occhi suoi ancora smarriti. Erano nel suo sguardo prima una diffidenza ed un sospetto che non la letizia di aver trovato un aiuto; ma la figura aperta e leale del libraio non tardò ad inspirare al misero padre tutta quella confidenza che la si meritava.
— Ebben sì, esclamò Andrea con voce subitamente commossa a tenerezza. La è padre di certo anco Lei?
Defasi fece sorridendo un cenno affermativo.
— Affido dunque a Lei i miei figli. Faccia la carità di accompagnarli all'ospizio ***; il mio nome è questo (e glielo disse), e soggiunga ch'e' son que' piccini che ieri ci vennero ricoverati dietro le istanze e le raccomandazioni del dottor Quercia.
— Siate tranquillo che farò appuntino: rispose il libraio con quella sua voce da galantuomo: e troverò modo, se altri non ne avete, di farvi sapere alcuna volta notizie di loro, ed eziandio di vostra moglie che ho udito essere a quest'ospedale.
Gli occhi di Andrea s'inumidirono.
— Oh grazie! esclamò egli. Iddio le renderà un tanto bene ch'Ella fa e farà ad una povera famiglia... Ah se mia moglie potesse ignorare quel che mi accade!... Per carità, signore, Lei che è sì buono e generoso, se volesse almanco adoprarsi a prevenirla quella povera donna, ad apprenderle la mia sventura con qualche riguardo, ad assicurarla che gli è soltanto un errore, ch'io sono innocente, che presto sarò di nuovo libero per andarla a vedere. Oh sì lo spero, ne sono certo... Oh disgraziata mia Paolina! Che colpo avrà da esser questo per lei!
Il signor Defasi promise anche questo: che, accompagnati i bimbi all'ospizio, sarebbe venuto al letto della madre loro ammalata, e con quei modi che avrebbe potuto migliori, sarebbe venuto informandola a grado a grado del disavventuroso avvenimento. Ma, pur troppo, la buona volontà e i caritatevoli uffici del signor Defasi dovevano essere inutili a questo riguardo, perchè mentre Andrea staccavasi a gran fatica dai suoi figliuoli baciandoli ed abbracciandoli con trasporto, cui gli sgherri posero fine ruvidamente, e camminava tutto pieno di vergogna verso la prigione; mentre il libraio recavasi coi bimbi all'ospizio e ve li faceva accogliere, la brutta nuova dell'accaduto penetrava nell'ospedale, e nel modo più crudo giungeva sino al letto della povera inferma.
La sorella d'un'ammalata, il cui letto era il più vicino a quello di Paolina, giungeva all'ospedale ritardata per alcune sue faccende, quando stava per finire l'ora di ammissione alle visite, quando appunto già ne usciva coi fanciulli Andrea, e rimaneva testimone di quanto avveniva a quest'ultimo. Di poi, benchè già fosse proibita l'entrata, questa donna che era conosciuta di molto da tutti gli attendenti alle cure dell'ospedale, e la quale aveva realmente bisogno di parlare colla sorella inferma, otteneva dalla monaca direttrice la grazia di potere ciò nulla meno entrare nel camerone e stare alcuni pochi minuti coll'ammalata ch'era venuta a visitare. Fra le prime cose che questa donna disse fu la narrazione di quanto aveva veduto testè nella strada: ed una narrazione fatta coi colori accesi che presta una fantasia vivamente eccitata da fresca e profonda impressione. Descrisse con colori esagerati (e il fatto per essere pietoso non ne aveva punto bisogno) il dolore e la resistenza del padre, i pianti dei bambini, le sevizie degli sgherri; e Paolina udì tutto. Non poteva esserci sbaglio: un uomo che usciva in quel punto dall'ospedale, con bimbi così e così, vestiti a quel modo — ed ella con uno sforzo sollevatasi alquanto sul letto, interrogò ansiosamente la donna intorno a tutto codesto — non poteva essere altri che il su' uomo. Paolina mandò un grido che pareva quello d'una persona ferita a morte e si drizzò di scatto a sedere sul letto: prese a due pugna le coperte e le rigettò, fece la mossa di slanciarsi giù dal letto, e fu a stento trattenuta dalla suora di carità che fu lesta ad accorrere.