Sora Rosina non mancò al suo dovere di curiosa stuzzicando con varie domande la vecchia popolana a parlare; ma la Gattona, cosa d'ogni altra più meravigliosa, si rinchiuse nella discrezione d'un assoluto silenzio, da cui fu impossibile farla uscire; anzi troncò senz'altro il colloquio e se ne andò frettolosa dicendo che avrebbe cercato del signor Nulla nel palazzo del marchese: ma non fu colà ch'ella diresse i suoi passi, bensì al convento dei Gesuiti presso la chiesa del Carmine, dove domandò di padre Bonaventura, e dove, non essendoci egli, si fermò fino a tanto che rientrasse, cosa che non avvenne fino al cader del giorno.
Fra il frate gesuita e la pitocca venditrice d'abitini ebbe luogo un altro segreto colloquio lungo ed animato, che si conchiuse colla risoluzione, il frate medesimo avrebbe parlato al marchese ed avrebbe da lui ottenuta udienza a Modestina Luponi chiamata la Gattona.
Ma di quel giorno fu impossibile a chicchessia vedere il marchese di Baldissero, perchè gli avvenimenti capitati presero al vecchio gentiluomo tutto il tempo, e quando, compito quello che credette il debito suo, si ridusse in casa, non volle che nessuno più di estranei, qualunque si fosse, venisse introdotto presso di lui.
Ecco intanto quel che era capitato.
Verso le quattro Ettore di Baldissero rientrava nel palazzo paterno. Virginia, che stava ansiosamente attendendo ed a cui niuna nuova da nessuna parte era ancora pervenuta, appena udì rientrato il cugino, senza badare a verun'altra considerazione più, ma mossa soltanto dall'impulso della sua ansietà, fece pregare Ettore di passare tosto da lei. Il marchesino era troppo galante per tardare ad obbedire a un simil cenno della sua bella cugina.
La ragazza gli venne incontro fin verso la soglia, che Ettore aveva appena varcata; e guardandolo fiso in mezzo agli occhi come chi vuol leggere altrui nell'animo, gli disse con tono di asseveranza come se già sapesse tutto:
— Tu ti sei battuto quest'oggi coll'avvocato Benda.
Fra le tante cose meno degne d'un gentiluomo che Ettore di Baldissero aveva imparate pur troppo, non c'era almanco quella di saper mentire. Chinò il capo in segno affermativo.
Virginia continuava con aspetto pieno di coraggio, benchè fosse pallida ed avesse alquanto affannoso il rifiato:
— Un duello quale deve aver avuto luogo fra voi non si conchiude senza morte o ferita di alcuna delle parti. Tu sei compiutamente illeso.....