Gli occhi di Barnaba si animarono un pochino.
— A chi? diss'egli. V'è una grande, orribile congrèga, di cui son presso a scoprire le fila, v'è una scellerata e potente persona de' cui delitti ho già quasi in mano le prove.... Si aveva tutto il possibile interesse a farmi scomparire.
Questa volta il Commissario non fece più il sorriso d'incredulità che era solito a fare quando Barnaba accennava a que' suoi sospetti intorno ad un misterioso capo di un'orda di briganti.
— E perchè, domandò egli ancora, non volete ch'io cerchi de' vostri assassini?
— Per più ragioni: rispose Barnaba. La prima è la mia sicurezza medesima. Bisogna che si facciano l'idea ch'io sono sparito affatto, e che del loro delitto non esiste traccia nè sospetto nessuno: per ciò volli tenermi così nascosto e feci giurare ai pietosi che mi soccorsero il più assoluto silenzio. Se altrimenti avvenisse, quell'associazione, potente e così bene guidata com'è, avrebbe tosto mezzo di scoprirmi ed una seconda volta mandare a buon fine il loro poco amorevol disegno a mio riguardo. Poi è necessario ancora codesto perchè credendo tolto di mezzo per sempre chi li minacciava, si rassicurino e non facciano disperdere gl'indizi e le prove, di cui ho già tutti in mano gli elementi. Per ultimo (e qui i suoi occhi brillarono vieppiù), perchè voglio avere io il gusto ed il merito di fare le mie vendette.
Tofi fece un legger cenno d'acconsentimento.
— Sta bene, disse poi; ma frattanto l'audacia e il numero dei delitti crescono ogni giorno, e preme porvi riparo il più presto. La notte di là assassinarono l'usuraio Nariccia e la sua vecchia fante.
Barnaba si fece contare tutte le circostanze appurate di quel fatto.
— Ed Ella sospetta dei colpevoli? domandò poi.
— Sono certo: rispose vivamente Tofi. Gli assassini erano tre; due furono i famosi Stracciaferro e Graffigna.