— M'è venuta una curiosità da Califfo di Bagdad. Voglio vedere quest'uomo e discorrere con lui. Ma il Re in questo colloquio non ha da comparire. Lo lascieremo alla porta. Vuol Ella rendermi un servizio, marchese?

— Comandi, Maestà.

— Questa sera conduca da me il suo segretario... non qua, nella palazzina che ho recentemente acquistata sotto il giardino. Alle nove una persona fidata aprirà loro il cancello e li introdurrà in una camera terrena, dov'io sarò ad aspettarli. Quel giovane non deve in alcun modo sapere a chi dovrà parlare.

Il marchese s'inchinò in segno d'ubbidienza.

— Farò secondo gli ordini di V. M., ma le faccio osservare che sarà molto difficile che quel cotale non riconosca l'interlocutore con cui avrà l'alto onore di trovarsi.

— Non credo, disse il Re sorridendo, che le mie sembianze possano essergli tanto famigliari: mi acconcerò di modo e farò che vi sia una luce che giovino a trarlo in inganno....

S'interruppe, esitò un momentino e poi riprese con voce più bassa:

— Se però Ella crede che in ciò possa essere qualche inconveniente.....

— Oh no, s'affrettò a rispondere il marchese. Spero che quel giovane sia degno d'ogni fiducia...

Il marchese era sul punto di svelare al Re il segreto della nascita di Maurilio: ma Carlo Alberto pose fine al colloquio.