— Mia madre! esclamò essa coll'affetto di chi invoca in supremo bisogno un aiuto. Baldissero lasciò andare la mano della nipote, si passò la propria destra sulla fronte, e continuò con accento più sordo:

— Tua madre io l'ho amata cotanto!.... Eppure!....

S'interruppe come chi ha pronunziata parola che non doveva, e s'affrettò a riprendere:

— Ella aveva ogni fiducia in me... fin ch'io rimasi al suo fianco.... Ah! s'io non mi fossi allontanato, i miei consigli, il mio amore le avrebbero risparmiato indicibili affanni. Or bene, Virginia, in nome di tua madre medesima io ti prego a non voler mai tener celato a me quello di cui ti sentiresti obbligo di rendere istrutta tua madre.

Virginia tornò a chinare la testa in aria più perplessa che confusa.

— Ed ora, continuava lo zio, mettendo nelle sue parole maggiore caldezza d'affetto: ora se tua madre fosse qui, non avresti tu nulla da confidarle?

La ragazza parve il sul punto di parlare; poi si rattenne; mandò un'esclamazione e volse in là il viso arrossito.

— Tu hai dunque un segreto? seguitava il marchese coll'accento il più paterno: e questo segreto la tua determinazione di poc'anzi abbastanza lo rivela. Che cosa c'è di comune fra te e quel signore?

Virginia sollevò di nuovo la faccia con un'espressione piena di coraggio: guardò fermamente lo zio e disse colla franchezza d'una purissima coscienza e d'un nobile sentimento:

— Ci amiamo! Egli me lo svelò, io non glie lo nascosi.