— Parmi che non le occorra più nulla da parte mia e che posso andarmene.

Il Commissario lo guardò un momento senza rispondere. Gian-Luigi sentì un brivido corrergli per le vene: gli parve che dalle labbra grosse di quella bocca squarciata dovessero uscire le tremende parole: — «Ella è arrestata;» ma neanco di lui la fisionomia non espresse nulla dell'interno sentimento.

— Un istante: disse con accento che pareva minaccioso la voce rauca e burbera del Commissario.

Gian-Luigi fece correre tutt'intorno uno sguardo ratto e fugace come chi cerca se vi è modo di scampo.

— Che la vuole ancora? domandò egli sorridendo leggermente.

— La non è venuta qui per dar querela di quell'assalto notturno, di cui dice essere stato vittima?

— Precisamente.

— Dunque aspetti che sia scritta la sua deposizione e ch'Ella l'abbia firmata, perchè si possa poi trasmetterla all'autorità giudiziaria.

Fece venire l'impiegato che sedeva nella camera precedente, e dettò rapidamente il verbale della denunzia fatta da Quercia.

— Va bene così? gli domandò poi col suo tono aspro e burbero.