— Gli è matto: interruppe parlando forte il signor Benda. Entrare! Qui, a quest'ora? Perchè? E che pretende?
Tutti gl'invitati, la cui curiosità era solleticata ed in cui era nata un'inesplicabile aspettazione, si avvicinarono al padron di casa e fecero gruppo dietro di lui.
Bastiano, parlando sempre più sommesso rispose:
— Non è un matto; gli è un agente di polizia, con una mano d'arcieri.
Queste parole furono pronunciate pianissimo, ma pure, tanto era il silenzio che s'era fatto, che furono udite da un capo all'altro della stanza; da tutti, fuorchè da Maria. Il sor Giacomo aggrottò le sopracciglia; Francesco sul suo letto si tirò su a vedere con moto più vivace che non avrebbe ancora dovuto; la signora Teresa levò le mani verso il cielo spaventata: gl'invitati allibirono, e più d'uno, temendo d'essere compromesso, si pentì d'esser venuto.
— Ancora la Polizia! esclamò indignato il padron di casa. Che cosa mi si vuole, per Dio?
— Falli entrare, padre mio, gridò Francesco dal suo letto, falli entrare e vedremo tosto con che pretesto si viene a turbare nei momenti più solenni la pace d'una famiglia, a violarne il domicilio.
Queste parole parvero molto audaci alla maggioranza dei presenti che furono sempre più pentiti di trovarsi in quel luogo.
— Ebbene, vengano: disse bruscamente il signor Benda.
Bastiano non ebbe che ad aprire un battente. Sulla soglia si presentò la faccia scialba d'un uomo, cui Gian-Luigi, dalla finestra ove si trovava, riconobbe subito con dispetto per quella di Barnaba.