— Ah, ah! diss'egli scherzosamente: vi ha gente che s'interessa di molto a quella prosa?... Or bene, prima di rispondere, ditemi un po', sor Commissario, quale sarà il giovamento che m'avete annunciato io ne avrei?
— Sareste trattato con più riguardi.
— Eh che cosa m'importa dei vostri riguardi? Esclamò con superbo disdegno il medichino. Avreste dovuto vedere ormai s'io sono una femminetta..... Quelle lettere sono in luogo sicuro, e dite a chi se ne interessa, ch'io non isvelerò questo segreto fuorchè ad una persona sola: alla contessa medesima che si degni venire a fare un'opera di carità, visitandomi carcerato.
Non fu possibile cavarne altro. Quercia fu ricondotto alla sua prigione, e il Commissario per disperato, esclamò avrebbe fatto qualunque cosa per venire a capo di spuntarla e metter la mano su quelle carte. Barnaba che aveva taciuto sino allora, accasciato com'era e mezzo disteso in un angolo, si levò e venne dire al Commissario:
— Credo avere indovinato chi è il depositario di quelle lettere.
— Chi? domandò Tofi con tutto l'interesse che meritava una simile circostanza.
— Una donna che fu la confidente di quest'uomo, che forse ne è complice e che si farebbe molto bene ad arrestare eziandio: Zoe, detta la Leggera.
Il Commissario strabiliò.
— La mantenuta del Duca!... Siete matto? Volete perderci tuttidue?
— Se si facesse una perquisizione colà, son certo che si troverebbero quelle lettere che vogliamo avere.