La prima cosa che voleva era sapere del medichino. S'accorse che le gambe l'avevano portata su quel viale dove era la casetta isolata dei misteriosi ritrovi, e per prima cosa pensò accostarsi cautamente a quella palazzina, per tentare di scoprirvi alcun che. S'accorse di subito, appena l'ebbe vista, che la casa era occupata, e non dubitò punto che non ci fossero gli agenti della Polizia. Indugiatasi in quelle vicinanze un po' di tempo, ora venendo presso al muro nella speranza di scorgere cosa che le svelasse il vero, ora allontanandosene per timore d'esser vista da qualche poliziotto messo a guardia ed in agguato, avvenne che ad un punto ella vedesse uscire di là un gruppo di più persone, fra le quali non tardò a conoscere Graffigna e Stracciaferro, posti in mezzo e legati alle mani.
Suo primo impulso fu spingersi innanzi, mostrarsi ai due mariuoli, interrogarli con uno sguardo che essi avrebbero capito ed a cui avrebbero saputo rispondere per apprenderle la sorte di Gian-Luigi. Ma se ne trattenne, con più prudente consiglio, che mostrandosi correva rischio, anzi era certa di essere arrestata anch'essa, ed allora non avrebbe più nulla potuto per lui, al quale, senza sapere ancora il come, era suo proposito, sua speranza, suo unico pensiero il giovare.
Vide allontanarsi il gruppo de' prigionieri, ed ella rimase colà, nascosta nell'ombra, dietro il tronco d'un grosso albero, i piedi nella neve, la testa scoperta, le spalle non difese, all'aria frizzante di quella notte d'inverno, che la era quale al momento dell'invasione de' poliziotti trovavasi nella calda atmosfera della bettola, incerta l'animo, palpitante, tremante.
Che cosa era successo in quella palazzina? Che cosa in Cafarnao? Era egli finito colà l'atto della tragedia in cui era in giuoco ciò ch'ella aveva di più caro sulla terra? Pareva di no, perchè nella casetta continuavano ad esser lumi e vedersi moto di ombre traverso i cristalli. Maddalena era nella più ansiosa dubbiezza del mondo. Mentre la non si poteva staccar di lì, perchè una voce segreta pareva avvertirla che in quel luogo si decideva la sorte di lui, la quale era la sua sorte; una quasi rampognante riflessione le diceva che forse avrebbe potuto altrove spender meglio quel tempo che lì consumava inutilmente in sì febbrile ma sì inerte aspettazione, che avrebbe dovuto esser già corsa all'abitazione di lui, dove avrebbe sentito di certo, senza pur interrogare, dalle ciarle della strada, se il medichino colà fosse stato colto, o no, che avrebbe potuto già far qualche cosa per adoperarsi in favore di lui, per salvarlo.
L'istinto che la teneva inchiodata a quel luogo ebbe ragione. Dopo una lunga attesa, che a lei parve eterna, udì nuovo rumore di gente che si moveva dalla palazzina, vide un altro gruppo di persone uscire da quell'uscio, scendere lo scalino, venir lentamente traverso il cortile, accostarsi al cancello di ferro. Non ebbe mestieri che d'un'occhiata sola per conoscere al chiaror della luna, chi fosse quell'uomo che più legato ancora dei due che erano usciti precedentemente, veniva fuori in mezzo ai carabinieri, camminando con uno stento che si sforzava a dissimulare.
Era lui! Maddalena sentì il sangue darle un rimescolo: ebbe appena tanto di prudenza e di forza da trattenere nella gola il grido di dolorosa sorpresa, di spasimo e di rabbia che voleva scoppiare; si tenne al tronco dell'albero dietro cui si riparava, e nella rugosa corteccia dell'olmo piantò le sue unghie, tra per sorreggersi in piedi chè le gambe le mancavan sotto, tra per dare un subito sfogo alla tanta passione tormentosa che l'invase.
Come le apparve bello al pallido chiaror della luna! Più pallido di quel raggio, che illuminandole, pareva accarezzarne le sembianze, ma fermo, ma tranquillo, ma con una leggera amarezza d'ironia che pareva una nota di superiorità a quelli che lo circondavano, all'umana schiatta, alla sua sorte, egli rappresentava una sfera di gentilezza, un ideale di distinzione a quella giovane plebea dal sangue ardente, in cui tumultuava la passione, cui spingeva un'aspirazione d'istinto verso il bello e l'eletto, come spinge anche la farfalla notturna una ignota possa verso la lucentezza della fiamma.
Avrebbe voluto slanciarsi addosso a lui ad abbracciarlo; avrebbe voluto aver le forze di Sansone per atterrare quei rappresentanti della tirannia sociale e liberarlo; non voleva a niun conto lasciarlo passare senza fargli sentire che ella era lì, che il cuore di lei non si mutava e traboccava di passione per esso, che a costo anche della vita avrebbe ella tentato giovargli. Ma non dimenticò la prudenza, camminando pian piano, con accorta cautela, venne a portarsi innanzi ad uno dei rari lampioni che avevano ufficio, e non lo adempivano, di rischiarare il viale, e si pose in modo che ella, stando nell'ombra, vedesse chi passava nel ristretto cerchio di luce rossastra, mandata dal lampione. Quando Gian-Luigi fu a quell'altezza, ed ella ne potè ancora mirare le dilette sembianze, Maddalena levò la voce in quel silenzio della notte, che non era turbato fuorchè dal passo in cadenza dei carabinieri, gridò una sola parola:
— Spera!
I carabinieri si riscossero e gettarono acuti sguardi nell'oscurità da quella parte ond'era venuta la voce; ma nulla scorsero. Gian-Luigi quella voce la riconobbe: volse a quel punto un sorriso di ringraziamento, di gratitudine, d'affetto e continuò tranquillamente la strada.