Il banchiere si sdraiò di meglio sulla poltrona cui occupava col suo corpo da elefante, ponendo in vista maggiormente la potenza della sua pancia da Epulone; prese in mano un bicchier da Sciampagna e guardò con occhio ammiccante il rifrangersi della luce traverso il liquore rosato.
— Va bene, va benissimo. Fate pure entrare quella ragazza.
Nell'entrare in quel luminoso e caldo camerino pieno di tanti profumi che salivano impetuosamente al cervello: fiori, acque nanfe, vapori di vivande e di vini, Maddalena rimase come abbagliata e sbalordita. La veniva dal freddo e dall'oscurità della notte, e trovavasi di botto, come per un colpo di verga magica, trasportata in mezzo ad uno splendore di Eden sensuale. Stanca ed ansimante per la corsa che aveva fatta, la si arrestò un momento sulla soglia e gettò nel gabinetto uno sguardo di stupore, di curiosità quasi selvaggia. Gli occhi accesi dalla passione del cuore e dall'animazione del sangue, le guancie infiammate per la violenza del moto, pel flagellare dell'aria ghiaccia notturna, pel rapido passaggio dal freddo intenso della strada al calore pieno di effluvii di quello stanzino, la bellezza proterva della popolana aveva una tale espressione di temerità, di sfacciataggine direi, che il vizio intelligente del vecchio libertino ne fu sovraccolto.
— Oh oh! esclamò egli posando il suo bicchier da Sciampagna sul candidissimo mantile: ecco una mariuola che deve sapere l'affar suo. Venite avanti, venite avanti, ragazza.
La Zoe aveva piantato i suoi occhi smaglianti e a fior di pelle in volto alla nuova venuta, e col tatto che è dote naturale delle donne, in lei fatto più fine per codesto uso dall'esperienza, aveva subitamente giudicata la strana visitatrice; la non era di quelle solite che vengono a chiedere consigli di corruzione o soccorsi; ella non aveva bisogno di andare a prendere da nessuno lezioni d'audacia o d'arte per torsi d'impaccio. Ma per che cosa veniva ella dunque? Vi era nella sua risolutezza qualche cosa di amaramente doloroso, nell'attenzione con cui guardava quella innanzi a cui aveva domandato essere introdotta, v'era alcun che d'ostile e insieme di espansivo. Zoe guardò con non celata curiosità quel mistero in gonnella cui non sapeva spiegarsi. Maddalena, nel medesimo tempo, esaminava con un sentimento assai complesso la famosa cortigiana. Ne scrutava con occhio critico di rivale la bellezza, ne studiava nell'espressione dei tratti l'indole, per indovinare che cosa potesse sperarne. Quei due esseri simili, in quel mutuo raffronto, non ostante un certo elemento di ripulsione che sentivano fra loro, si riconobbero un'anima compagna, un'origine comune, una sorte medesima ed un inesplicabile legame che le avvinceva.
Zoe fece un gesto invitativo colla mano e disse a sua volta:
— Venite avanti.
Maddalena venne fin presso alla tavola su cui specchieggiavano i cristalli e gli argenti, appoggiò una mano al tessuto finissimo di quel mantile di tela di Fiandra candido come la neve appena caduta, e disse con voce che l'affanno della corsa e l'emozione del momento rendevano saltellante e velata:
— Scusi se vengo a disturbarla, ma si tratta di cosa che preme cotanto!...
— La è un pezzo di consistenza: disse col cinismo del ricco corrotto e corruttore, Bancone, che guardava con occhio cupido le forme procaci della giovane plebea. Avete freddo, eh carina? Sedetevi qui presso me, innanzi a questa bella fiammata. Ve' la non può manco trarre il fiato. Aspettate: bevete questo bicchiere e ne sarete rinfrancata.