Langosco sgualcì con mano rabbiosa quel pezzo di carta, stette un poco a meditare, e poi rispose al comandante della Polizia:

«Credo inutile sostenerla in carcere; quella donna non parlerà. Libera, potrò trattare con essa ed ottenere la consegna di quei fogli, che voglio avere a qualunque costo; e poichè nessuna prova ci avete contro di colei, io vi consiglio e vi prego di metterla in libertà. Eviterete così anche la collera del Duca.»

Mandò sollecitamente il biglietto al suo indirizzo.

— Purchè, disse fra sè, quella sciagurata nello sdegno di vedersi presa, non pensi di subito a vendicarsi con quell'armi che ha tra mano.

Ma la Zoe, in grazia del maggior interesse che aveva in vista, represse il furore onde in fatto era occupata. Ecco il bigliettino che a sua volta, appena libera, scrisse al conte Langosco:

«Ella aveva promesso di non ricorrere a tradimenti. Ho imparato che valore hanno le sue promesse. Ecco ora l'ultimo patto che le vengo a dettare: se fra una settimana L. non è libero, quelle lettere faranno il giro di tutta Torino. Nè creda impedire in altro modo qualsiasi questo fatto. Dovessi anch'io sparire dalla faccia della terra, quei documenti sono in luogo sicuro ed in mano di tale che eseguirà ad ogni costo la mia volontà.»

Or ecco di che guisa l'accorta Zoe aveva sottratto le lettere di Candida alla ricerca della Polizia.

Uscendo dal palazzo di Staffarda, dopo i colloquii avuti colla contessa e col conte, la cortigiana era salita nella carrozza, dove stava attendendola palpitante la Maddalena.

— Ebbene? Aveva domandato costei colla sollecitudine della maggiore ansietà.

— Ebbene: aveva risposto la Leggera, tutto ancora agitata dalla passione che l'aveva mossa in que' narrati abboccamenti: ebbene li tengo per i capelli e li farò marciare a mio talento.... Vi è tutto da sperare.