Il conte non rispose; lasciò partire la cortigiana, poscia avvoltosi ben bene entro la sua pelliccia, senza servirsi della carrozza, a piedi s'avviò di buon passo verso l'abitazione del generale Barranchi.
Questi aveva ricevute le relazioni compiute ed esatte delle importanti operazioni eseguite quella sera dalla sua Polizia: stupito, egli stesso, lieto e superbo dei risultamenti ottenuti, si fregava le mani per un trionfo di cui egli non aveva il menomo merito.
La comparsa di Langosco lo fece ricordarsi che a quel successo mancava una sola circostanza per essere compiuto: ed era che non si aveva potuto trovare quelle lettere di cui aveva promesso il ricupero al suo buon amico. Ma quando appena ebbe incominciato a dire tale non affatto lieta novella al marito di Candida, questi lo interruppe.
— So che non le avete rintracciate, diss'egli: ma so eziandio dove le sono e dove si possono pigliare.
— Ah sì? esclamò il generale con aria tra meravigliata ed incredula. Sentiamo un po'.
— Le ha in suo potere Zoe, la mantenuta del Principe.
Barranchi guardò Langosco con un certo stupore, ma nello stesso tempo si rimpettì, ed atteggiò la sua persona ad una mossa di orgoglioso soddisfacimento.
— Ah ah! voi credete, caro conte, di venirci ad apprendere una novella mai più sospettata... Udite, ed ammirate come la mia Polizia è ben fatta. In questo stesso momento uno de' nostri più fidi, più segreti, più sicuri agenti, quello a cui molto si deve nello scoprimento di questa rete infernale, trovasi in casa la Leggera a farvi una minuta perquisizione, appunto per trovarvi quello che voi desiderate. Domani mattina prima che siate levato, riceverete il plico che conterrà tutte quelle carte; potete dormir tranquillo con questa certezza.
Ma il domattina, invece del plico che Barranchi gli aveva promesso, il conte di Staffarda ricevette il bigliettino seguente:
«Conviene che le relazioni avute da voi e quelle che a me pervennero fossero false, o che quel demonio d'una Zoe sia stata avvisata in qualche modo; il fatto è che per quanto minutamente siasi perquisita tutta la sua abitazione, nulla si rinvenne, nè quelle tali lettere, nè altro che la potesse compromettere. Ho dato tuttavia ordine che la si arrestasse; e vedremo se la prigione la farà parlare.»