— Siete avviato in qualche luogo dove abbiate da recarvi? domandò la giovane.

— No: rispose l'operaio con quella sua tranquillità rassegnata che pareva apatia. Non ho da andare in nessun luogo, non ho nulla da fare.

— Ebbene, venite meco; ho certe cose da far trasportare, e voi siete appunto l'uomo che ci vuole. Intanto avrete da colazione.

Andrea nè ringraziò, nè disse pure una parola, ma seguì passivamente la Maddalena, che lo condusse dove aveva ora la sua dimora, cioè nel misterioso quartieretto di Bancone.

— Che cosa debbo fare? domandò l'operaio introdotto colà dentro.

— Prima di tutto colazione: disse la Maddalena, facendo sedere Andrea ad una tavola e mettendogli innanzi cibo e bevanda.

Quando Andrea ebbe mangiato e bevuto come un affamato che da ventiquattro ore non ha più avuto un boccon di pane sotto i denti, come un beone che da molti giorni non ebbe più un fiasco di vino in sua balìa, si alzò e disse con voce più sicura e più forte di quella che avesse prima:

— Or bene, che cosa volete ch'io faccia?... Ora mi sento ritornate le mie forze e capace di sollevare quanti rubbi volete.

Guardò intorno ed esaminò l'eleganza del quartiere in cui si trovava.

— Cospetto! Siamo a casa di qualche principe, qui.... E che cosa ci fate voi, Maddalena? Siete venuta a servire dei ricconi....