Egli si era riveduto di botto nel sotterraneo a fabbricar le chiavi che avevano servito per l'assassinio di Nariccia; gli pareva veder sulle sue mani spuntare a chiazze un sudore di sangue — di quel sangue che senza di lui non si sarebbe versato.

— Perchè non questo? domandò la Maddalena.

— Perchè ho giurato che mai più non avrei fatto opera simile.

— Avete pure giurato di far qualunque cosa per la salute del vostro benefattore. Dura così poco in voi la riconoscenza?

Andrea non riluttò più a lungo. Si credeva realmente obbligato da quella sua promessa. Di quel giorno si provvide di tutto il necessario, e nella notte susseguente le chiavi furono fatte nella cucina del quartieretto medesimo cambiata in laboratorio.

Al mattino Maddalena le portò trionfante alla Zoe che l'abbracciò e la baciò con trasporto.

— È salvo: esclamò brandendo quelle grosse chiavi la cortigiana.

E le cose in fatti s'avviavano il meglio che si poteva desiderare in favore di Gian-Luigi. Il capo-guardiano era stato il più arrendevole uomo: e sollecitato anche dal conte Langosco, il quale aveva pensato del pari dirigersi a lui, vendeva a costui ed alla cortigiana, all'insaputa l'un dell'altra, l'opera sua. S'era già cercato il luogo di rifugio, la Zoe aveva indotto Bancone a mettere a disposizione di lei una sua carrozza con due cavalli, quella notte ch'ella avrebbe voluto, per andare dove a lei piaceva e guidata da un uomo di tutta fiducia della cortigiana: le tre donne credevano fermamente al successo, e nella loro febbrile aspettazione cominciavano a rallietarsi. Ma per loro sventura e per quella del medichino, la Zoe s'era dimenticata della raccomandazione fattagli da Gian-Luigi nel primo bigliettino scrittole dalla carcere, di tener d'occhio Barnaba e studiarlo per iscoprire il movente della sua condotta. Ella, il poliziotto, non l'aveva visto più, e l'aveva dimenticato: ma non avevala dimenticata egli, che, dopo le fatiche di quella sera dell'arresto, rimasto due giorni nuovamente a letto per rimettersene, erasi poi dato colle maggiori cautele del mondo a spiare i passi e la casa della cortigiana. Vide così un uomo con troppa cura celato il viso introdursi alcune volte nella casa di Zoe, la sera: non lo riconobbe punto per un guardiano delle carceri, ma dubitò che gli era qualche messo segreto per intrighi a vantaggio del medichino: un'altra volta vide la Maddalena sgusciar lesta sotto il portone della abitazione della Leggera: indovinò subito che all'antica serva di Pelone la cortigiana aveva affidate le lettere tanto cercate, e che importava quindi massimamente apprendere dove la ragazza si nascondesse e là poi pigliarla al covo. Ma per quella volta non gli venne fatto, perchè le due donne uscirono insieme in carrozza, ed egli che aveva aspettato per codiarle, dovette rinunziare al proposito di seguitarle. Una più importante scoperta ancora gli venne fatta: e fu una mattina che vide per tempo uscire, assai modestamente vestita, la Zoe con un fitto velo sulla testa da coprirsene le sembianze, sola, a piedi e con certa aria di premura e di mistero da destare sospetti non che nel furbo poliziotto, ma in ognuno che di quella donna conoscesse le abitudini ed il modo di vita.

Barnaba la seguì e la vide entrare in una delle più vicine chiese, e colà recarsi difilata nell'angolo più scuro d'una delle più riposte cappelle. Non era impossibile che un impulso di divozione la menasse colà — cotali donne ne hanno pur tante di stranezze! — ma il poliziotto ci credeva poco. S'accostò pian piano, nascondendosi bene dietro i fusti delle colonne e stette a sorvegliare, atteggiato in guisa che ognuno l'avrebbe preso per un ascetico credente che non pensa se non alla salute dell'anima sua.

Non dovette rimanere lungo tempo in attesa. Un uomo, guardandosi attorno con molla cautela, si venne accostando alla Zoe velata; e inginocchiatosele presso, ebbe con lei un colloquio bisbigliato, breve, ma in apparenza vivace. Barnaba stette col viso affondato nelle mani, come assorto nella più ardente preghiera, ma d'infra le dita il suo sguardo non si staccava dai due colloquenti. Quando uscirono, la donna prima e per una porta, l'uomo dopo e per un'altra parte, Barnaba lasciò andare la Zoe e tenne dietro al maschio; lo vide entrare nelle carceri, e riconobbe il capoguardiano. Senza perdere un minuto, egli corse dal signor Commissario Tofi e gli parlò vivamente per un quarto d'ora. Il Commissario, dopo uditolo, si recò in fretta dal Ministro degl'interni.