Era fissata la notte e l'ora della fuga: tutto pareva andar sempre a seconda. L'ispettore, da qualche giorno malato, non s'era più fatto vedere: il capo dei custodi aveva disposto le cose nel modo che s'era voluto; le chiavi erano in mano al custode affiliato alla cocca, ed erano già state provate nelle serrature.
Giunto il momento, la Zoe era nella carrozza ferma in piazza Susina, dove sedeva a cassetta uno degli uomini scampati all'arresto dei malfattori; la Maddalena che ce l'aveva accompagnata, era discesa e venuta, impaziente, fino alla piazzetta davanti alla Corte d'Appello, aspettando da un momento all'altro vedersi aprire il portone e venirne fuori Gian-Luigi. I minuti sembravano ore, ed ore di tormento. Alla fine credette udire nell'interno un lieve rumore di passi, un bisbiglio soffocato di voci. Si curvò alla toppa, vi pose avidamente l'occhio, ma per l'oscurità non vide nulla: vi appoggiò l'orecchio, e udì in modo affatto distinto i passi di due uomini che camminavano pianamente e venivano accostandosi; le parve di riconoscere, riconobbe di certo il passo di Gian-Luigi. Il cuore le balzava in petto da farle male: ma sull'ansietà oramai prepoteva l'emozione della gioia, più che la speranza, la sicurezza della salute di lui. Tutta intenta a ciò che succedeva sotto l'atrio del palazzo di giustizia, Maddalena non badava ad altro più, non avvertiva ciò che aveva luogo sulla piazzetta in cui ella si trovava: ed era che sei uomini in montura di carabinieri sbucavano fuori dalle cantonate e s'accostavano con passo sospeso essi pure verso il portone a cui la giovane stava origliando, preceduti da un uomo in abiti borghesi che pareva guidarli.
Ad un punto Maddalena fu riscossa da un grido di donna, che scoppiò sull'angolo della strada che va nella vicina piazza Susina.
— Salvati! — fu il grido — siamo perduti!
Era la Zoe, che non potendo più reggere alle mosse, era discesa di carrozza, e veniva a vedere essa pure; e sopraggiungendo vedeva gli agenti della forza pubblica stringersi intorno alla sua complice innanzi al portone.
Maddalena sussultò, si volse, vide gli uomini e il luccicar delle armi, fu per mandare un grido ancor essa; ma l'uomo in panni da borghese d'un balzo le fu sopra, e senza dir pure una parola le pose violentemente una mano sulla bocca, mentre due carabinieri prendevano la donna alle braccia, ed a forza la tenevano ferma.
La Leggera vide quell'uomo senza uniforme volgere verso di lei una faccia scialba ed uno sguardo di fredda ed ironica minaccia, e gli parve riconoscerlo.
— Sempre colui! si disse quasi spaventata. Ma chi è egli?... che vuole da me?
Fuggì presa da un terrore strano, si gettò nella carrozza e la fece partire di galoppo senza aspettare altro. Ogni speranza di poter salvare Luigi, per allora, era perduta.
E Maddalena frattanto udiva — ora con angoscia — gli sforzi che facevano quei di dentro per aprire il portone, e non poteva in niun modo avvisarli.