— Penso che voi tenterete ogni cosa per sottrarvi a quell'onta; ma io veglierò....
Gian-Luigi ebbe nello sguardo un'espressione di ferocia da sbigottire chiunque, e nella fronte gli si disegnò la ruga caratteristica del suo furore.
— Non avete immaginato ch'io vi potrei strozzare qui stesso in questo momento? diss'egli coi denti stretti.
Barnaba d'un balzo fu all'uscio a cui non si erano tirati i paletti, e socchiudendolo lasciò vedere che quattro uomini stavano là appostati.
— Vedete se non ci ho pensato! diss'egli rabbattendo di nuovo l'imposta.
— Sta bene! Tutte le carte buone sono nel vostro giuoco. La società è ben felice d'avere in voi un così previdente ed appassionato difensore. Vi si darà una gratificazione.
Ciò detto il medichino volse le spalle a Barnaba, come per significare che non aveva nulla più da chiedergli nè da dirgli e che non desiderava più nulla a lui si chiedesse o si dicesse.
Barnaba tuttavia non si partì; sembrava che alcuna cosa ancora gli rimanesse da dire, ma fosse di un argomento cui ripugnasse dall'abbordare.
Gian-Luigi di colpo fu preso da un'idea, che si può dire un indovinamento. Si ricordò delle lunghe fermate di questo cotale sotto alle finestre della casa abitata dalla Zoe, e dell'impressione che in lui aveva creduto notare una volta al nome di quella donna. Gli si voltò di bel nuovo ad un tratto e gli disse osservandolo bene:
— Voi dunque avete incominciato coll'abbandono dei vostri parenti, per esser vittima d'un malvagio saltimbanco? È una strana rassomiglianza dei vostri casi con quelli della celebre cortigiana, la Zoe.