Barnaba non aggiunse verbo, ed accennò ritirarsi.
— E la conclusione del nostro colloquio? gli domandò ironicamente Gian-Luigi quando era già sulla soglia.
— Nessuna: rispose con tono di trionfo il poliziotto: oppure se vi piace meglio, che voi siete un'altra volta sconfitto, ed io esco di qua con una nuova vittoria. Io vi ho letto nell'anima; voi volevate penetrare nel mio segreto, ed io parto di qua ancora un enimma per voi.
Uscì dopo queste parole.
— Un enimma! mormorò il medichino, guardando l'uscio che si era chiuso dietro di Barnaba. Ne ho ben travisto il motto, ma lasciamogli credere di no... Ah perchè Zoe ha obliato di rivolgersi a costui?..... Egli era forse l'uomo da salvarmi.
E la Leggera allora appunto pensava precisamente a riparare quell'oblio.
Gian-Luigi aveva perfettamente indovinato il pensiero della Zoe: ella, uscita appena dalla sala in cui aveva udito condannato a morte il suo amante, s'era messa tosto all'opera per ottenere licenza di poter parlare col medichino. Per prima cosa, come facilmente si può indovinare, erasi recata dal Principe. Questi, a cui ella di frequente ricordava la fattale promessa, la qual cosa cominciava ad essergli uggiosa, l'accolse e le rispose colle mostre dell'impazienza e del fastidio; al che la non troppo mite natura della cortigiana contrappose lo sdegno e la minaccia. Badasse bene S. A. R. a non dimenticare il giuramento che a lei aveva fatto, imperocchè se fosse per mancarci mai, ella era tal donna da farne pagare al traditore, tuttochè principe, il fio. Il Duchino sorrise, e volendosene liberare le diede tutte le assicurazioni ch'essa volle e la congedò. Ella attese tutto il giorno e tutta la sera il permesso di visitare il condannato, e non vedendolo arrivare ed essendo corsa a palazzo per sollecitare, per richiamare ancora il Principe all'esecuzione della fatta promessa, trovò che S. A. aveva dato ordine non la si lasciasse più penetrare sino a lui.
Allora si ricordò di Barnaba, e volò alla carcere, domandando di potergli parlare. Il sotto-ispettore la fece aspettare un quarto d'ora e poi ordinò la s'introducesse in sua presenza.
La camera in cui la Zoe fu condotta non era illuminata che da una lucernetta, i cui raggi erano ripercossi in giro da un coprilume. Barnaba nascondeva la pallidezza della sua faccia nell'ombra che stendevasi tutt'intorno a quel cerchio di luce riflesso dal cappelletto della lampada.
— Signore, disse la cortigiana senza esitare, senza preamboli, senza preparazione veruna, voglio vedere Luigi, e Lei può concedermi questo favore... Non mi dica di no: lo so: e di ciò la prego, come chi crede prega Iddio e la Madonna..... Bisogna ch'io lo veda stassera medesima..... Ci sono mille incombenti da fare per ottenerne regolarmente licenza... Non ho tempo..... Sono venuta da Lei..... Ella ci ha fatto tanto male; ci faccia questo po' di bene... Le giuro ch'Ella non sarà compromessa per nulla..... Nessuno ciò saprà mai..... si tratta di un condannato a morte... d'un infelice che non ha più che un giorno da vivere..... Lasci che un'amica, forse la sola che gli è rimasta, possa recargli alcun conforto... Io glie ne sarò grata eternamente... Nella mia debolezza di donna ho forse più influsso e potenza che altri non creda; farò di tutto per esserle utile; qualunque cosa la mi chiedesse io sarei pronta a fare per Lei.