— E la trascura la sua bottega per passar qui la giornata nella compagnia poco gradevole di uomini che stanno per dar calci all'aria. Ci prova dunque una soddisfazione?

— Quella di fare un'opera buona.

— E ne spera compenso?

— Da Quel di lassù.

— Benone! La sarà chiamata a far la barba nel regno dei cieli.

E voltò le spalle ai due confratelli, a cui quello scherno ispirò più terrore che risentimento. Passeggiò per un poco su e giù, poi andò a sedersi sul gradino dell'inginocchiatoio. I due assistenti si dissero che loro debito era quello di confortare il condannato, e che per confortarlo bisognava parlargli; si consultarono quindi a bassa voce fra di loro, si fecero reciprocamente coraggio, s'avvicinarono al paziente uno dall'una parte, l'altro dall'altra, e cominciarono colla maggior convinzione del mondo a snocciolare la filza delle consolazioni e degli ammonimenti volgari che erano del caso. Gian-Luigi sollevò il capo e guardò stupito questo poi quello, come avrebbe guardato due automi di Vaucanson, così perfezionati da favellare; poi ad un punto li interruppe.

— Signori, la loro eloquenza a duetto senz'accompagnamento è tale da disgradare quella del Segneri, dello Scarpa, di tutti i predicatori gesuiti e del professore Paravia; ne faccio loro i miei complimenti, ma io non amo l'eloquenza — fuor quella dei fatti — detesto i sermonanti e gli avvocati; e il susurro delle loro parole mi riesce molesto come il ronzio di due tafani. Li prego di credere che ho abbastanza fantasia per immaginarmi tutte le belle cose che trovano da dirmi, e di lasciarmi quindi tranquillo. Ho piacere di meditare: è l'ultimo giorno che mi servo di questo strano stromento che è il cervello, e mi piace, come si suol dire, darmene una satolla. Le loro buone intenzioni che apprezzo, tradotte in discorsi, non riescono che a disturbarmi.

I confratelli s'allontanarono da lui mortificati, e lasciandolo immerso ne' suoi pensieri, non gli rivolsero più la parola.

Erano passate parecchie ore, quando il condannato, uscito dalla sua meditazione, s'accorse che i due soci della pietosa confraternita stavan sull'uscio della cella discorrendo vivamente, a bassa voce, con qualcheduno.

— Che cosa c'è? domandò egli uscendo per la prima volta dalla sua apatia e lasciando apparire una certa inquietudine.