— Lasciate, lasciate passare.... Madre mia! Mio buon Don Venanzio, venite, venite.

Entrarono la vecchia contadina ed il vecchio parroco del villaggio. Il gesuita, dritto in piedi, si trasse un poco da un canto, e rimase lì ad osservare.

Margherita non pronunziò parola: il suo non fu che un gemito: si gettò al collo del giovane e scoppiò in pianto dirotto, quantunque a vederne le ciglia rosse, le occhiaie infossate, le pupille spente si sarebbe detto che quella donna aveva già pianto tante lagrime da esaurirne la fonte.

Il condannato la guardava e l'accarezzava con aria di profonda e tenera compassione.

— Via, via: diss'egli poi con voce commossa: fa cuore, povera donna!... Dovresti tu piangermi così? Dovresti tu ancora amarmi cotanto?..... No certo. Io sono stato per te il più sconoscente dei figliuoli: mi avresti dovuto cancellare dalla tua memoria e dal tuo cuore. Gli è dunque che tu sei organicamente costituita per amare, come la pianta per fiorire e l'ape per raccogliere miele.

La povera vecchia non capiva nulla, non dava retta a nulla, non faceva che piangere e stringere a sè il giovane, come se temesse venissero allora a strapparglielo dalle braccia, ed essa lo volesse difendere contro tutti e contro tutto.

— Oh quanto ora mi duole, soggiunse Gian-Luigi, di non averti rimeritata come avrei dovuto.

Don Venanzio, che aveva udito entrando le parole di frà Bonaventura ed aveva sentito allietarsi il cuore nella credenza della conversione religiosa del giovane, prese le ultime parole di costui come un'espressione parziale di quel pentimento che la nuova fede riacquistata aveva suscitato nell'anima del reo, e si confermò nella lusinghiera opinione da lui concepita del ravvedimento di Gian-Luigi e della sua acquiescenza alle verità della fede.

— Giovanni: disse il buon vecchio commosso; riconoscere i proprii falli è il primo atto di chi si pente e sta per purgarne l'anima sua. Quella medesima ingratitudine che ora confessi verso la donna che ti fu amorosissima madre di adozione, l'hai avuta verso la Provvidenza che ti fu larga di tanti doni.....

— E sopratutto d'una così bella sorte: soggiunse amaramente Gian-Luigi.