Virginia interruppe con un'esclamazione, e si levò pallida in volto, risoluta nell'aspetto.
— Come io non isperi nulla di codesto amore, già glie lo affermai, zio; già lo dissi al signor Benda medesimo. Viva o muoia quell'infelice, noi siamo separati per sempre, lo so, non mi ribello a questo decreto del nostro destino, non ripeterò l'errore della mia povera madre.... S'egli vive non le prometto di cancellarmelo dal cuore. Non amerò altri più sulla terra. Ma non lo rivedrò mai. S'egli muore, voglio, zio, vederlo un'ultima volta, dargli un ultimo addio; ed Ella non deve negarmelo.
Il marchese fece un atto che pareva d'assentimento: e la nobil fanciulla con mossa dignitosa e severa partissi; allora osò entrare nello studio del padrone il cameriere, che recava: Padre Bonaventura essere venuto lungo la giornata per parlare al signor marchese che trovavasi assente dal palazzo, essere tornato la sera, ed averlo rinviato i domestici dietro il preciso ordine di S. E. di nemmanco annunziarle chiunque si fosse di persone estranee alla famiglia, aver quindi il gesuita mandato testè una letterina pel marchese che si veniva a presentargli.
Baldissero prese quella lettera e la lesse. Era concepita ne' seguenti termini:
«Eccellenza.
«Un gravissimo motivo mi spinge a domandarle l'onore d'una conferenza con Lei, quanto più presto Ella voglia degnarsi d'accordarmela.
«Si tratta d'un importante scoperta, d'un avvenimento da non credersi, se non ci fossero le prove materiali e palpabili, d'un vero miracolo della divina Provvidenza.
«Esso riguarda un fatto doloroso, pur troppo, della sua famiglia, al quale Iddio volle che ancor io avessi una parte; e per quanto io senta pena e ripugnanza a venirla ad intrattenere di quel funesto argomento, a rievocare fatalissimi ricordi, in presenza della gravità della cosa, sento il debito di farlo.
«Quando V. E. mi abbia inteso, mi perdonerà, e sarà persuasa che altro non mi muove che l'interesse, l'affetto e la reverenza che ho sempre avuta e che ho per la nobile di Lei casa e con cui mi protesto
«Suo Umil.mo e Devot.mo Servo