— Lo si seppe andando a cercare di Lei al suo antico quartiere, là, dove l'altro dì la mi disse di tante belle cose, quando poi son venuti ad arrestarla.
Maurilio sentì una specie di tenerezza a queste parole del fanciullo.
— Tu non le hai dimenticate le cose ch'io ti dissi? domandò ponendogli con atto affettuoso la mano sul capo.
— Oh no.... non ancora: rispose ingenuamente Gognino.
— È dunque la tua nonna che ti manda in cerca di me a quest'ora?
— Non è mica lei che la vuole: gli è Padre Bonaventura.
— Padre Bonaventura! esclamò Maurilio stupito: che può aver meco da spartire costui?
Il frate era conosciuto in tutta Torino come uno dei più influenti, operosi ed intriganti fra i gesuiti che allora tenevano nella cosa pubblica un'autorità incontestata, a cui nessuno osava pure opporsi: il nostro giovane amico poi conosceva ancora più particolarmente i meriti e le gesta di quel cotale, perchè di lui gli aveva discorso a dovere Giovanni Selva, il quale all'influsso di quel tristo doveva la sua esclusione dalla casa di suo padre.
Alla domanda di Maurilio, Gognino non sapeva far alcuna risposta, e non ne fece, contentandosi a stringersi nelle spalle.
— E dunque, riprese Maurilio, che hai tu da dirmi a nome di codesto Padre Bonaventura?