— E come, dissegli con accento di rampogna, potè Ella prender parte a questo crudele inganno?

— Io non vi ho preso parte diretta, rispose colla sua melliflua parlantina padre Bonaventura: mi sono rimasto a non dissentire. Ho considerato d'altronde la specialità delle circostanze che permetteva, che consigliava una specialità di propositi. L'interesse e la pace di una nobile stirpe come la sua, signor marchese, sono cose di tal rilievo che ad ottenerle si può e si deve anco ammettere delle eccezioni a qualche regola generale. Io sapeva d'altronde che la generosità del fu signor marchese non avrebbe mancato di provvedere alla sorte futura di quel bambino, e credo infatti che così abbia egli voluto fare e le circostanze soltanto abbiano impedito che le sue intenzioni avessero effetto....

Il marchese, che ascoltava non senza qualche impazienza i gesuiteschi avvolgimenti di parole del frate, interruppe bruscamente a questo punto, venendo la sua attenzione richiamata all'argomento principale e più interessante.

— Ella dunque sa qualche cosa dell'ulteriore destino di quell'infelice?

— Allora io non ne seppi più nulla, nè di poi cercai mai di saperne, o cosa alcuna venne a mia conoscenza a questo riguardo.... Ma ora finalmente....

— Finalmente? interruppe con accento d'ansiosa interrogazione il fratello della povera defunta Aurora: quel fanciullo vive?

Padre Bonaventura fece un cenno affermativo.

— Ella lo conosce?

— Signor sì.

— Dov'è?