— Gli furon tolti famiglia e nome: disse con vivacità il marchese: bisogna rendergli e il nome e la famiglia.

— Sta bene; ma prima bisogna chiarirsi di quale condizione egli sia degno. V. E. sa meglio di me che se alcuno vien messo in posto a cui non sia acconcio, ad altro non riesce che a far male per sè e per altrui. Ella di certo ha qualche obbligo verso quel giovane, quantunque cotali obblighi non sia un fatto suo ad averglieli dati: ma doveri ben maggiori e più importanti V. E. ha eziandio verso la dignità della sua famiglia, verso la causa del bene, verso la patria, verso la società. Ora l'alto suo senno deve accordare così l'adempimento di questi doveri, che soddisfacendo agli uni non riesca a ledere gli altri. Badi bene, signor marchese, che volendo restituire alla sua famiglia un rampollo il quale in realtà non le appartiene che per indiretto legame, Ella non faccia poi capo ad altro che a dare al suo lignaggio il disdoro d'un nemico dell'ordine, della religione e della monarchia, ed a porre questo nemico in condizioni appunto da poter di meglio nuocere a quelle sacrosante cose cui osteggia.

— Che sa Ella del come questo giovane pensa e ragiona? domandò il marchese non senza qualche meraviglia.

— Ho creduto dovermi informare appuntino dell'essere morale e intellettivo di quell'individuo, prima di fare il menomo passo presso V. E. a questo proposito. Ho sentito che tale era il dovere di me che avevo avuta la parte ch'Ella sa in quei funesti avvenimenti, dovere accresciutomi ancora dal mio lungo ossequio devotissimo alla sua illustre famiglia, dal mio stesso sacro carattere di sacerdote. Ho dunque voluto appurare da me stesso chi e che cosa fosse quel giovane; trovai modo d'averlo a me, lo scrutai con attento esame e ne conchiusi che in esso vi era un demagogo incorreggibile, un invasato senza più rimedio dall'iniquissimo spirito rivoluzionario che è lo spirito del male.

— Ha tanto talento! esclamò quasi involontariamente il marchese.

— Sì; soggiunse con calore Padre Bonaventura, ed è perciò tanto più pericoloso. A questa capacità volta al male, vorrebbe Ella dare i mezzi di far più male?

— Tornato nelle condizioni normali della sua vera esistenza; riparata la grande ingiustizia che fu commessa a suo riguardo, si calmerà l'irritazione dell'anima sua e quella mente acuta potrà scorgere il vero.

— Non lo speri: interruppe con maggior vivacità il gesuita. Se la mia esperienza m'abbia posto in grado di conoscere gli uomini, e se grazie al Signore io possedo una certa abilità nel penetrare a prima veduta entro l'animo di chi mi parla, e leggerne l'indole sulle sembianze e sui cambiamenti della fisionomia, Ella lo sa.

Il marchese fece un sorriso ed un cenno del capo ad accennare che era affatto conscio di tale prerogativa del frate.

— Ebbene, questi continuava, io ho parlato per un'ora con quel cotale, più che non mi occorra a scoprire l'intimo pensiero, anche di chi voglia celarmelo — e le assicuro che quel giovane non vuole per nulla nè sarebbe capace ad infingersi — e l'ho definitivamente giudicato. È una di quelle nature ferme e tenaci che s'abbrancano ad un'idea come l'ostrica allo scoglio, che vivono di essa, che non vogliono e non possono separarsene, e piuttosto morrebbero. Di quel legno si fanno i fanatici d'ogni razza ed i martiri. Guidato sulla buona via, sarebbe stato un valente campione per noi. Ora è troppo tardi: l'albero si è già malamente piegato e più non si drizza; piuttosto si rompe.