Benchè vi fosse ordine di non lasciar entrare nessuno, quando alla casa di Nariccia si presentò il marchese di Baldissero, tutte le porte gli si aprirono; e con esso penetrò eziandio fino al letto dell'usuraio Padre Bonaventura.
Nariccia poteva dirsi trattenuto sulla soglia del buio regno della morte, ma non che vivesse; l'irrigidimento delle membra aveva sminuito alquanto, ma la immobilità la più compiuta le toglieva all'ubbidienza della sua volontà, se pur era che la volontà fosse tornata in quell'essere: la paralisi, una compiuta paralisi di tutto il corpo lo teneva inchiodato sul letto senza voce, senza possibilità nessuna di manifestare se e che cosa sentisse, se e che cosa volesse. La speranza d'udire dalla sua bocca la esposizione dell'atroce caso era delusa, nè il medico lasciava lusinga che ciò potesse in avvenire aver luogo. Di vivo non aveva più che i suoi occhi piccoli e più balusanti di prima, i quali non avevano più espressione di fatta sotto ad una velatura che li appannava e che già pareva l'ombra della morte che li invadesse.
Se quell'anima, racchiusa in un corpo quasi morto del tutto, con nessun altro spiraglio sulla vita che gli occhi, di cui non si poteva manco valere a manifestare le proprie sensazioni e volontà; se quell'anima, dico, era conscia di sè, giudichi il lettore quale dovesse essere il suo supplizio!
Il marchese ed il frate s'accostarono al letto del giacente, mentre gli altri con rispetto se ne scartavano.
— Nariccia, disse Baldissero, a cui parve uno degli occhi dell'assassinato si fissasse sopra di lui; mi riconoscete?
Non un moto, non il menomo cenno, non un batter di ciglio che indicasse l'infermo avesse udito; ma quella pupilla velata, dal fondo dell'occhiaia, continuò a restar fissa sul volto del marchese.
Padre Bonaventura insinuò dolcemente sotto le coltri la sua mano e prese la destra dell'assassinato.
— Ci riconoscete? diss'egli a sua volta, curvandosi verso il giacente, e colla sua voce dolcereccia e l'accento d'ostentata benevolenza.
Nariccia stette immobile, e il suo sguardo non si deviò nemmanco menomamente dalla direzione che aveva prima. La mano che fra' Bonaventura aveva presa non rispondeva in alcun modo alla stretta, ma era dura, ghiacciata come quella d'un cadavere. Il gesuita la abbandonò con un certo ribrezzo e si trasse in là; anche il marchese provò una specie di fastidio per quello sguardo atono, semispento, vitreo che si ostinava a star fiso su di lui: vide che non c'era nulla da fare e s'allontanò di alcuni passi.
— Avete voi qualche sospetto intorno agli assassini; credete voi di poterne scoprire le traccie? domandò egli al Commissario.