Nelle pupille di Nariccia corse come un lampo; era una fiamma fugace di quel desiderio di vendetta che stava in lui, e con più vivezza che non avessero ancora avuta, gli occhi si chiusero ad accennar di sì.
— Il pezzo di vestito che voi avevate tra le mani è suo?
Segno affermativo di Nariccia.
— Quello squarcio di abito indica ch'egli vestiva panni signorili. È così?
Il paralitico rispose affermativamente.
— Sotto quel bavero ci sono trapunte due lettere dell'alfabeto, F. B. Sono esse le iniziali del nome di quell'individuo?
Le pupille dell'assassinato rimasero immobili.
— No? Eh! volevo dirlo ancor io. Ma con un po' di pazienza voi potrete farci conoscere subito quel nome. Porgete attenzione. Come abbiamo fatto pei numeri faremo per le lettere dell'alfabeto: io le pronunzierò adagio, ad una ad una, e voi mi segnerete via via quelle che entrano a comporre cotal nome. Cominciamo dalla prima.
Si mise a recitare lento e spiccato le lettere dell'alfabeto; gli occhi dell'assassinato stavano intentivamente fissi su quelle labbra come per cogliere a volo il suono delle lettere fatali che avevano da notare, quasi volendo affrettare la pronuncia di quelle che occorrevano. Ma dopo pochissimi istanti quelle pupille tornarono ad appannarsi e la fiamma d'intelligenza che vi balenava venne via via spegnendosi e quando il Commissario era giunto alla lettera H gli occhi di Nariccia si chiusero.
— Acca! esclamò il signor Tofi meravigliato. Un nome che comincia per acca? Diavolo! Non me lo sarei mai aspettato.