Si curvò di più sul giacente.

— Ehi! messer Nariccia, date retta: è proprio l'acca che avete voluto segnare? Riaprite gli occhi da bravo e ripeteteci il segno, se gli è proprio vostra intenzione di notare questa lettera.

Ma gli occhi di Nariccia non si riaprirono. Il medico s'accostò, lo esaminò, e disse che era inutile insistere, poichè la soverchia interna emozione lo aveva tolto della cognizione.

Tofi fece un atto di disappunto.

— Peccato! diss'egli. La cosa era sì bene avviata. Chi sa se quest'infelice potrà tornare in condizione da riprendere siffatto interrogatorio!

— Converrà usare dei riguardi: soggiunse il medico, e non ricominciare troppo presto. La emozione è troppo forte ancora e troppo recente, perchè facendo rivolgere su quel fatto la sua mente indebolita non succedano tristi effetti a danno della sua salute.

Il Commissario diede bruscamente una crollatina di spalle che significava con molta evidenza: «quando ne avessi tratto fuori quel che voglio, crepi o non crepi costui, che cosa m'importa?» ma non disse verbo.

Il marchese che non aveva più ragione alcuna d'indugiarsi in quella casa, se ne partì col gesuita. Il suo animo era stranamente commosso, la mente turbata. L'intreccio de' casi, la combinazione di quelle strane, inaspettate, imprevedibili circostanze gli facevano scorgere in tutto codesto un certo che di fatale, come un disegno della Provvidenza che volesse, ora, dopo tanti anni, metterlo al cimento di nuovo e dargli occasione a riparare a quel suo fatto per cui gli durava ancora potente nell'animo il rimorso. S'egli non avesse ucciso Valpetrosa (andava seco stesso pensando), il figlio di lui non sarebbe caduto in sì misera sorte!...

Giunti alla carrozza, che aspettava nella strada, Baldissero e fra' Bonaventura, questi, mentre il valletto, col cappello in mano, teneva lo sportello aperto perchè ci salissero, disse:

— Eccellenza, io la saluto. Ella se ne torna forse a casa, ed io rientro nel mio convento.